20 luglio 2019
Aggiornato 19:30
Nella città della Bora, una mostra a tema

In occasione della Barcolana, 40 artisti fotografano il vento per i bambini del Burlo

Il 6 ottobre, un’asta di beneficienza. Il curatore Leonardi: “Artisti affermati ed esordienti saranno banditi alla stessa cifra iniziale. Una partenza alla pari, come nella regata”

TRIESTE - Nuvole di polvere sollevate da elicotteri, vedute di ghiacciai dall’altra parte del mondo, centrali eoliche e la sabbia negli occhi nel deserto della valle del Nubra. E il Molo Audace, mentre viene ricoperto di neve dalla bora a 180. Quaranta fotografi interpretano il tema del vento alla mostra del Salone degli Incanti in occasione della Barcolana: un giro intorno al mondo, con Trieste come punto focale, perché i triestini, con il vento, hanno un rapporto unico. 

Trieste, la città del vento
In una foto all’apparenza statica, Fabrizio Giraldi ci mostra un uomo in costume da bagno, intento a leggere un libro al centro di una terrazze dei Topolini. Unica e rilassata presenza in un primo pomeriggio di inizio maggio, incurante del clima e del giudizio degli automobilisti in viale Miramare.
E poi le tracce della bora nel vissuto quotitidiano: gli ombrelli scardinati che popolano le strade triestine in inverno. Roberto Pastrovicchio, per il suo progetto ‘Analisi catabatica’, ne ha raccolti una cinquantina: «Invertendo i colori e applicando qualche filtro ho creato qualcosa di simile a una serie di radiografie di ombrelli. Ognuno di loro è l’analisi di un momento: la bora, in quel preciso istante, aveva scagliato la sua raffica, cristallizzandola sull’oggetto e trasformandolo nella sua impronta indelebile. Grazie a un amico meteorologo ho tentato di fare delle correlazioni tra la possibile raffica (con la velocità e l’ora dello scatto) e l’evento, ovvero l’ombrello rotto».
Ma l’elemento aria non si lega mai del tutto a un territorio, si beffa dello spazio e del tempo, come l’istinto animale e il cielo nero con gabbiani di Paola di Bella. Creature dell’aria senza sfondo, illuminate dalla luce di una nave mentre la sua elica solleva acqua e vapore, attirando pesci da predare.

Parla il curatore
«Questra mostra riesce a dare una visione autoriale di quello che può essere il vento - spiega il curatore Tommaso Leonardi - e mantiene un aspetto ‘pop’, tipico della Barcolana, un evento di grande forza comunicativa. La mostra permette al visitatore di guardare immagini molto diverse tra loro in un unico spazio, non frammentate in tante piccole sale. Ci sono giovani fotografi, come il collettivo Memo, insieme ad artisti affermati come Pierfrancesco Celada, Fausto Podavini e Davide Monteleone, che sono tra i fotografi italiani più affermati al mondo. C’è Carlo Borlenghi, unico fotografo di vela ad aver ricevuto un’onorificenza del presidente della Repubblica, e Davide Monteleone, il solo fotografo italiano ad aver vinto tre word press consecutivi»
Come nella Barcolana, i grandi partiranno insieme ai principianti sulla stessa linea, non solo perché sono esposti alla pari ma perché le opere verranno messe all’asta con lo stesso valore di partenza. Il ricavato sarà poi devoluto all’ospedale infantile Burlo Garofalo di Trieste.

Il vento dei cambiamenti
E seguendo il vento, l’itinerario della mostra ci porta fuori dal territorio triestino, interpretando il tema nella connotazione metaforica del cambiamento, politico e sociale. Gabriele Micalizzi ci porta ad Atene durante le proteste in piazza Syntagma, Antonella Monzoni ci mostra due ragazze in chador, intente a sognare un futuro migliore ma sedute su un’altalena sospesa nel nulla. Alessandro Sala ritrae due bambini sudafricani mentre rincorrono un sacchetto di plastica fluttuante. La foto è stata scattata a Johannesburg, mentre si attendevano grandi trasformazioni in attesa dei mondiali di calcio del 2010. 
E poi il collettivo Terraproject ci riporta a Trieste, in un’apparente stasi nelle case popolari di Servola. Un vento che solleva i panni stesi e porta con sé le minacce, chimiche e volatili, degli errori umani.
Fortunatamente la mostra, come le correnti d’aria, non ha un senso di marcia. E possiamo ripartire quando vogliamo, per ritrovarci a Sydney, o nel Kashmir, in pochi passi.

Orari e appuntamenti
La mostra al Salone degli Incanti (ex pescheria), è aperta dal 1 al 9 ottobre dalle 10 alle 20. Sabato 1 e giovedì 6 ottobre, alle 17:30, si organizzeranno visite guidate, mentre l’asta di beneficienza per il Burlo si terrà sabato 8 ottobre alle 15:30.