16 luglio 2019
Aggiornato 18:00
Condanna di apologia del terrorismo nel Goriziano

Propaganda Isis a Ronchi dei Legionari. Cinque residenti macedoni espulsi dal paese

Erano in contatto con imam estremisti e combattenti jihadisti macedoni in giro per il mondo
Apologia del terrorismo a Ronchi dei Legionari
Apologia del terrorismo a Ronchi dei Legionari

RONCHI DEI LEGIONARI - Da anni residenti a Ronchi dei Legionari, cinque macedoni sono stati espulsi dal paese per propaganda a favore dell’Isis e del terrorismo islamico. In rete festeggiavano gli attentati della Jihad, inneggiavano al Califfato, erano legati a diversi imam estremisti nei Balcani (uno dei quali arrestato nel 2014 in Bosnia) e deprecavano il leader della comunità islamica locale, considerato ‘moderato’ e aperto ai costumi occidentali.

Il decreto del ministro Alfano
L’espulsione è stata decisa lo scorso 26 settembre, dopo che il Gip di Trieste aveva rifiutato la richiesta di misure cautelari fatta dalla Procura Distrettuale. Un decreto del ministro Alfano ha reso ora operativa la sanzione per ‘atti di apologia in relazione a delitti di terrorismo commessi attraverso strumenti informatici’, il decreto del ministro si è reso necessario perché il Gip non aveva giudicato sufficienti gli indizi raccolti con un’indagine  partita due anni fa da un account Facebook, dove venivano postati video e documenti sospetti. 

Gli accusati
Coinvolti il titolare del profilo, un macedone di 28 anni, e i suoi cognati, due fratelli, di 31 e 28 anni, tutti e tre insieme gestivano una società edile a Ronchi dei Legionari. Accusati anche il padre dei due fratelli e sua moglie, che non facevano mistero delle loro idee estremiste anche nella comunità islamica di riferimento.
Oltre alla loro collusione con l’Imam bosniaco, accusato di aver reclutato combattenti per lo Stato islamico anche in Italia, gli investigatori hanno rilevato anche collegamenti con alcuni foreign fighters macedoni partiti dall'Italia per andare a combattere tra le fila dello Stato Islamico.