24 aprile 2019
Aggiornato 04:00
Disposizione eseguita alle 11 di venerdì

Dipiazza fa togliere lo striscione pro Regeni dal Municipio

Il sindaco polemizza con il Pd dopo la mozione presentata dal centrodestra. “Se il Pd, come tutti noi, vuole veramente arrivare alla verità - sostiene - non faccia sciacallaggio su una vicenda e una intera famiglia, e scenda in piazza vada sotto al palazzo del Governo e chieda verità”
Il momento in cui lo striscione è stato rimosso
Il momento in cui lo striscione è stato rimosso Diario di Trieste

TRIESTE - Il sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza, ha dato disposizione di togliere lo striscione con la scritta 'Verità per Giulio Regeni' dalla facciata del Municipio, anticipando così un'eventuale decisione del Consiglio comunale sulla mozione presentata alcuni giorni fa dai capigruppo della maggioranza di centrodestra. E venerdì alle 11, gli operai comunali hanno eseguito le disposizioni del primi cittadino. 

In una nota, Dipiazza afferma: «Preso atto che l’unica capacità del Pd è quella di fare solo sciacallaggio politico su vicende che meritano tutta la nostra attenzione, ma soprattutto quella del Governo al fine di arrivare alla verità, in termini concreti e non attraverso striscioni che dopo aver lanciato un giusto messaggio, rischiano di diventare solo un simbolo per lavarsi la coscienza di fronte alla situazione di stallo in cui è piombata la diplomazia sul caso, ritengo opportuno non alimentare queste bassezze politiche attraverso l’esposizione di uno striscione che, purtroppo, grazie alle strumentalizzazioni del PD, rischia solo di essere politicizzato»«Se il Pd, come tutti noi, vuole veramente arrivare alla verità - conclude la nota - non faccia sciacallaggio su una vicenda e una intera famiglia, e se vuole scendere in piazza vada sotto al palazzo del Governo e chieda verità».

E il quotidiano di Trieste Il Piccolo, nell'edizione di venerdì, è uscito con una doppia prima pagina, occupata dalla scritta 'Verità per Giulio Regeni' su campo giallo, in aperto dissenso con la decisione. Il direttore Enzo D'Antona sottolinea che la proposta del centrodestra «non ci piace», e la rimozione «sarebbe come voler abbandonare una battaglia ancora in corso. Come arrendersi e scegliere di dimenticare».