16 luglio 2019
Aggiornato 18:30
Navigazione e letteratura alla Barcolana di carta

52 idiozie da non fare in barca: leggere attentamente prima di salpare

Alla Barcolana, Davide Besana presenta i suoi fumetti sulla vela. Utili accorgimenti per capitani, ospiti e simpatizzanti

TRIESTE - Non tutti sanno che una barca non va mai chiusa ermeticamente e troppo a lungo. Il rischio è di trovare gli interni ridecorati con stencil di alghe marine, a  causa dell’umidità. Curiosità descritte nel manuale a fumetti dello spezzino Davide Besana: ’52 idiozie da non fare in barca’, pubblicato da 'Nutrimenti – Mare' e presentato il 6 ottobre alla Barcolana.
Scopriamo, sfogliando le pagine, che la toilette di un’imbarcazione nasconde insidie a cui raramente si pensa, per lo più legate alla carta igienica multistrato di ultima generazione. Per quanto si possano affiggere avvisi e segnalazioni ci sarà sempre qualcuno che getterà la carta nello scarico, intasandolo, e allora è il caso che il capitano sia detentore unico delle chiavi dei servizi per regolamentarne l’accesso. E la frequentazione del bagno di bordo è spesso intensa e caotica, visto che in barca si beve e il manuale sconsiglia di invitare astemi. 

La barca è un luogo di fantasia
Un luogo di convivialità, l’imbarcazione a vela di Davide Besana, più precisamente: «Un luogo della fantasia, non della realtà terrestre. Non invitate mai i colleghi nella vostra barca, se si applicano le regole del lavoro in mare si rischia l’ammutinamento».
Ma Besana si addentra ancora più in profondità nella psicologia del navigatore: «Chi va in barca vuole comandare e sentirsi l’ammiraglio Nelson, ha sempre una sua prospettiva indiscutibile. Come diceva Napoleone, meglio un generale scemo che due bravi: dev’essere chiaro chi ha il timone, o i due che aspirano al comando si scaraventeranno in mare».

52 errori possibili
Inizialmente le case editrici non credevano in un fumetto umoristico sulla vela: «Le mie tavole, all’inizio, erano noiose e divulgative – spiega il fumettista - in parte questo è ancora un manuale sulla sicurezza in mare ma dentro ci sono degli aneddoti tanto surreali quanto reali. Molte di quelle idiozie mi sono capitate: ho esaurito l’acqua, il gasolio, sono finito sugli scogli, sono partito per una regata con il motore acceso senza accorgermene».
52 idiozie sono tante, eppure tutte possono succedere. Portare un’amaca ed essere sbalzati fuori dalle oscillazioni, bere vino in flute di cristallo e a piedi nudi, con ovvio epilogo, oppure spazzolarsi i capelli e seminarli in giro fino a otturare le pompe di sentina. C’è anche un elenco di formaggi odorosi, dallo Stilton al Puzzone di Moena, che se accettati in regalo rischiano di trasformare la barca in una camera a gas galleggiante.

Navigare senza motore
Ma la qualità essenziale di un grande velista, secondo Besana, è imparare a navigare senza motore: «Ogni volta che si sta per girare quella chiavetta ci si sente come davanti a un bancomat. Tutti, a bordo, trattengono il respiro perché il motore è imprevedibile e così le ancore. A volte bisogna saper contare solo sul vento».
Oltre alle ironie, il  fumetto contiene tanti utili trucchi per i velisti, esperti e non. In quanti sanno che appoggiando la bugna sulle draglie il fiocco sale meglio? Molti non capirebbero nemmeno questa frase eppure il fumetto si rivolge anche a loro, a quelli che le vele amano guardarle solo da lontano. E una volta all’anno, a Trieste, lo fanno più o meno tutti.