16 luglio 2019
Aggiornato 18:30
Una grande rassegna, alla sua 17esima edizione

S/paesati: teatro, cinema e arte per dar voce a tutte le "migrazioni"

Commedie, documentari, cabaret e performance artistiche sul superamento di molti ‘confini’. Varesano: “La Regione è orgogliosa di sostenere l’evento”. In collaborazione con Bonawentura, Teatro Miela.
Una scena dallo spettacolo "Social Comedy"
Una scena dallo spettacolo "Social Comedy"

TRIESTE - La parola ‘migrazione’ ha tante accezioni quante ne ha il concetto di genere umano. La rassegna S/paesati, attraverso teatro, cinema e arte, si occupa di comunicare e dar vita a questa moltitudine di prospettive. Il 12 Ottobre al Miela è stata presentata la 17esima edizione.
«17 anni fa – spiega Sabrina Morena, presidente dell’associazione ‘Spaesati’ – l’Italia aveva smesso di essere terra di migranti per diventare un paese di immigrazione. Poi c'è stata la crisi finanziaria e i giovani hanno iniziato nuovamente a emigrare, mentre l’immigrazione continuava, acuita dalle tensioni nel Mediterraneo e dalla guerra in Siria. Le edizioni di S/paesati hanno cercato di cogliere tutti questi cambiamenti e analizzarli».

Il sostegno della Regione
Presente anche l’assessorato regionale alla Cultura, nella persona di Antonella Varesano, che si esprime così: «Da quest’anno S/paesati ha i requisiti per entrare in un bando regionale per progetti triennali. Ne siamo orgogliosi perché da 17 anni quest’associazione contribuisce a formare nuovi modelli culturali per affrontare le esigenze di accoglienza e integrazione che l’Europa ci chiede di sostenere. Dobbiamo entrare nell’ottica che apparteniamo tutti allo stesso pianeta e che le migrazioni sono un fenomeno naturale».
Questi, gli spettacoli in programma fino al 31 dicembre.


Social Comedy – Intrigo a Via Doganelli
Il 27 e 28 ottobre al Miela, uno spettacolo di Maurizio Zacchigna che ritrae una comunità di richiedenti asilo. Così lo presenta Gianfranco Schiavone , del Consorzio italiano di solidarietà: «In tema di immigrazione si è prodotto molto cinema e teatro di denuncia sociale, dalla forte connotazione drammatica. Con Social Comedy vogliamo attirare anche l’attenzione di chi, giustamente, vuole andare a teatro per distrarsi dalle sue preoccupazioni».

Denuncia a femminicidio e tortura dal grande giornalismo francese
Venerdì 14 ottobre, in collaborazione con l’Alliance Française, due grandi documentari. ‘La Maledizione di essere femmina’ della pluripremiata giornalista Manon Loiseau, racconta le ‘missing women’, donne e bambine uccise o scomparse in India, Pakistan e Cina. Oggi mancano all’appello 100 milioni di bambine, il documentario da denunciato questa tragedia nel 2006, ma il fenomeno non accenna ad arrestarsi.
Il film ‘Voyage en Barbarie’ , invece, affronta vicende dei migranti da Eritrea e Somalia che attraversano il Sinai e vengono rapiti e torturati dai predoni, nella pretesa di un riscatto dai parenti in Europa o nel paese d'origine. Su 50 mila eritrei che hanno tentato di oltrepassare il Sinai, a 10 mila è stato inflitto questo destino.

Altri spettacoli
‘Il riscatto’ di Mohamed Ba, attore musicista senegalese, racconta una storia di felice integrazione: quella di un immigrato che diventa un abile politico, passando "dalla Savana al Municipio".
Il compositore slovacco Juraj Kojs, in ‘E- Slovakia’, racconta per immagini e suoni il rapporto con il suo paese d'origine, e Monika Bulaj, nel suo reportage ‘Dove gli dei si parlano’, mette a confronto identità diverse, spirituali, religiose e culturali.
Marcela Serli in ‘Variabili Umane’ , ci farà scoprire insieme ad alcune persone transgender che cosa significa la transizione da un genere all'altro e infine, la danzatrice Piera Principe, in ‘Guardami’, esprime attraverso il suo corpo il diritto di danzare oltrepassando i limiti della disabilità.