23 settembre 2019
Aggiornato 21:30
100 posti di lavoro a rischio

Hypo Bank: la Regione sarà al tavolo del Ministero del Lavoro

"La procedura prevede che a quel tavolo le istituzioni possano esserci e noi ci saremo", ha assicurato la presidente Serracchiani. "Se non dovessero cambiare le prospettive, ragioneremo su quello che si può fare rispetto alle dinamiche dei singoli rapporti di lavoro
Serracchiani in Commissione spiega la situazione alla Hypo
Serracchiani in Commissione spiega la situazione alla Hypo

TRIESTE - Nel proseguire l'impegno iniziato a maggio 2013 per individuare una via d'uscita alla crisi di Hypo Alpe Adria Bank e che, nonostante gli sforzi profusi, non è riuscita a modificare la volontà del Governo austriaco sulla chiusura dell'istituto, ora «la Regione Friuli Venezia Giulia sarà presente al tavolo che sembra destinato a essere convocato al ministero del Lavoro, che avrà per oggetto la richiesta di un'intesa sui licenziamenti».
Lo ha annunciato a Trieste la presidente della Regione, Debora Serracchiani, nel corso di un'audizione della prima commissione del Consiglio regionale a rappresentanti delle organizzazioni sindacali di Hypo Alpe Adria Bank per fare il punto sulla situazione societaria.

Serracchiani assicura che la Regione sarà al tavolo al Ministero
«La procedura prevede che a quel tavolo le istituzioni possano esserci e noi ci saremo», ha assicurato la presidente. «Se non dovessero cambiare le prospettive, ragioneremo su quello che si può fare rispetto alle dinamiche dei singoli rapporti di lavoro. L'impegno di tutti sarà di ottenere il massimo; posto che abbiamo scarse possibilità di pesare sugli incentivi prepensionamento si dovrà trattare di buonuscite che dovranno essere messe sul piatto dall'azienda dentro e fuori quanto già previsto dalla legge», ha precisato, riferendosi al fatto che, come richiamato nel corso dell'audizione, gli ammortizzatori sociali non sono dovuti per legge ma subordinati ad un accordo con la proprietà dell'istituto.
Dopo aver ascoltato gli interventi dei rappresentanti sindacali, che hanno chiesto un sostegno istituzionale alla negoziazione, la presidente ha ricostruito tempi e modi del costante impegno dell'amministrazione regionale per tentare di individuare una soluzione.
«Fin dal primo momento abbiamo coinvolto i massimi vertici istituzionali italiani, incontrato i vertici della holding che controlla la banca e interessato lo stesso governo austriaco che detiene la proprietà», ha ricordato la presidente. «Siamo sempre stati convinti che vi sarebbe stata la possibilità di vendere l'intero asset, possibilità sempre negata dai vertici aziendali», ha affermato, evidenziando come alla fine il governo austriaco abbia avallato le scelte dell'azienda.

Dal 24 ottobre ci saranno 30 giorni per trovare una soluzione
La presidente ha anche reso noto di aver interloquito con il presidente dell'Abi, Antonio Patuelli, e con i massimi
rappresentanti della Banca d'Italia, da cui è emerso che non vi sono le condizioni tecniche né per accedere al Fondo Atlante (fondo nato per volontà del Governo italiano per intervenire nelle crisi bancarie), né per un commissariamento dell'istituto da parte degli organi di vigilanza perché la banca sta attuando una liquidazione volontaria.
In sostanza, posto che il prossimo 24 ottobre scadranno i 45 giorni della procedura prevista per trovare un'intesa sul salvataggio della banca, da quel momento vi saranno 30 giorni per trovare, al tavolo del ministero del Lavoro, un accordo che riguardi la posizione dei singoli lavoratori.
Se dunque a quel tavolo sarà definito il futuro dei 109 dipendenti di Hypo Bank, dal confronto odierno si è avuta la conferma che almeno i clienti della banca non rischiano nulla: non vi sono infatti problemi di copertura dei depositi dei clienti.