19 ottobre 2019
Aggiornato 22:00
La Regione ha presentato il piano territoriale triennale 2017-19

Tavolo di concertazione tra Regione e Parti sociali, molti i temi trattati

Come ha spiegato Panariti, "obiettivo del Piano è promuovere e sviluppare, a partire dalle esperienze già maturate, un'offerta articolata di formazione superiore in grado di sostenere la competitività del sistema produttivo e di contribuire alla diffusione delle competenze"
Loredana Panariti (Assessore regionale Lavoro, Formazione, Istruzione, Pari Opportunità, Politiche giovanili
Loredana Panariti (Assessore regionale Lavoro, Formazione, Istruzione, Pari Opportunità, Politiche giovanili Regione Friuli Venezia Giulia

GORIZIA - Istruzione e formazione superiore, situazioni di grave difficoltà occupazionale e proroga degli ammortizzatori sociali nell'area di crisi industriale complessa di Trieste. Sono questi i temi affrontati oggi a Trieste dal tavolo di concertazione tra Regione e Parti sociali, presieduto dall'assessore Loredana Panariti. Un incontro nel quale la Regione ha presentato il piano territoriale triennale 2017-19, documento di programmazione che riguarda le diverse fattispecie della formazione superiore, ovvero l'offerta formativa dei quattro istituti tecnico superiori (ITS), degli altrettanti istituti di istruzione e formazione tecnico superiori (IFTS, post diploma), nonché le misure per facilitare lo sviluppo dei poli tecnico-professionali, reti tra scuole e aziende che si occupano di economia della montagna (a Tolmezzo) e del mare (a Gradisca d'Isonzo), cui si aggiunge il Cefap di Codroipo, specializzato nell'agroalimentare.

Obiettivo sviluppo
Come ha spiegato Panariti, «obiettivo del Piano è promuovere e sviluppare, a partire dalle esperienze già maturate, un'offerta articolata di formazione superiore in grado di sostenere la competitività del sistema produttivo e di contribuire alla diffusione delle competenze». Il tutto per continuare a favorire l'allineamento dell'offerta formativa con i fabbisogni delle filiere produttive, a consolidare la copertura di tutte le aree professionali nella logica della strategia di specializzazione intelligente in un settore che finora fa registrare dati assai confortanti: il 78,5% degli allievi che hanno frequentato un percorso ITS risulta occupato ad un anno dal conseguimento del titolo di studio. Alto (73,1%) è anche il tasso di successo (occupazione più inserimento in percorsi di studio) di chi ha frequentato gli IFTS. «Siamo in grado - ha fatto notare in proposito Panariti – di rispondere velocemente alle esigenze professionali delle aziende, costruendo specifici percorsi sulle persone».

Una proroga necessaria
Il tavolo di concertazione ha quindi accertato la permanenza delle situazioni di grave difficoltà occupazionale dichiarate a livello regionale, in scadenza al 31 dicembre 2016, che riguardano diverse aree e comparti produttivi. Una proroga «necessaria, pur in presenza - ha detto Panariti – di un certo miglioramento, con più occupati e meno uscite dal mercato del lavoro, ed una trasformazione». Comparti dunque che, «se sostenuti, possono riprendersi». Come è stato evidenziato oggi, infatti, spesso in un settore in crisi esistono imprese che vanno bene, e viceversa. Un esempio l'edilizia: nel suo insieme è in difficoltà ma non così le costruzioni specializzate, ovvero le imprese che si perfezionano nelle ristrutturazioni e nel risparmio energetico. Stessa dinamica nel manufatturiero, dove «chi ha colto innovazione e sviluppo - ha commentato Panariti - ha agganciato nicchie di mercato in crescita».

Un ulteriore intervento
Da ultimo, con riferimento alla crisi industriale complessa di Trieste, come previsto dalle norme nazionali in vigore dallo scorso 8 ottobre, sarà possibile concedere un ulteriore intervento di integrazione salariale straordinaria della durata fino a 12 mesi a favore di imprese che non possono ricorrere ad un altro periodo della tradizionale Cassa integrazione straordinaria. Le aziende interessate dovranno sottoscrivere uno specifico accordo in tal senso presso il ministero del Lavoro, alla presenza del ministero dello Sviluppo economico e della Regione, previa presentazione di un piano di recupero occupazionale e che preveda appositi percorsi di politiche attive del lavoro concordati con le Regioni e finalizzati alla ricollocazione dei lavoratori.