16 luglio 2019
Aggiornato 18:30
Centrale nucleare in Slovenia

Krško, la Regione rassicura: "L'impianto risponde agli standard di sicurezza internazionali, anche per il rischio sismico"

Lo ha affermato l'assessore all'Ambiente del Friuli Venezia Giulia, Sara Vito, intervenendo all'apertura del convegno 'La gestione dell'emergenza radiologica a Trieste e in Friuli Venezia Giulia', organizzato da Arpa
La centrale nucleare di Krsko
La centrale nucleare di Krsko

TRIESTE - "Sulla centrale termonucleare di Krško la Regione ha sempre posto la massima attenzione e le iniziative programmate per questa settimana a Trieste lo dimostrano". Lo ha affermato l'assessore all'Ambiente del Friuli Venezia Giulia, Sara Vito, intervenendo all'apertura del convegno 'La gestione dell'emergenza radiologica a Trieste e in Friuli Venezia Giulia', organizzato da Arpa con il patrocinio e il contributo della Regione.
Nel corso del convegno sono stati illustrati i piani di emergenza radiologica e nucleare nazionale e provinciale, oltre ad alcuni altri piani relativi alla sosta in rada di navigli a propulsione nucleare, al rinvenimento di sorgenti orfane e al trasporto di materiale esausto.

Vito ha tra l'altro ricordato che l'impianto termonucleare di Krško è tenuto ad ottemperare tutti gli accordi internazionali in
materia di sicurezza degli impianti nucleari che prevedono precisi obblighi per l'ente gestore. Tra questi, anche quello di
fornire puntuali informazioni sullo stato degli impianti a Stati e Regioni limitrofe. Lo scambio di informazioni avviene tramite
l'Istituto superiore per la ricerca ambientale (Ispra) che si avvale anche del contributo delle Agenzie regionali per l'ambiente. "Corre l'obbligo segnalare - ha proseguito Vito - che si è recentemente svolto in Prefettura a Trieste un nuovo vertice bilaterale tra l'Autorità di sicurezza nucleare italiana e slovena, Ispra e Snsa, allo scopo di consolidare gli accordi bilaterali sulla gestione delle emergenze radiologiche e di cooperazione in materia di sicurezza nucleare. All'incontro ha partecipato per la prima volta anche una rappresentanza dell'Arpa Fvg".
Ed è nel corso di questo vertice bilaterale che Ispra, tramite il direttore Stefano Laporta, ha ribadito alcune importanti nozioni sulla sicurezza dell'impianto di Krško. Le più recenti informazioni fornite da Ispra consentono di affermare che l'impianto risponde agli standard di sicurezza vigenti a livello internazionali, anche per quanto riguarda il rischio sismico.

Dai rapporti ufficiali risulta infatti che, su richiesta della Comunità Europea, sono state fatte, dopo la revisione periodica
sulla sicurezza dell'impianto del 2004, ulteriori valutazioni della sismicità dell'area di Krško mentre, a seguito del disastro
di Fukushima, l'impianto sloveno, come tutti gli altri impianti europei, è stato sottoposto ad una ulteriore revisione di
sicurezza straordinaria tramite degli stress test atti a valutare la risposta dell'impianto ad eventi naturali estremi o di grave
danneggiamento del reattore.  Gli stress test hanno consentito di valutare i margini di sicurezza e di redigere i Piani di azione nazionali (NAPs) con le migliorie da apportare ad ogni impianto sotto la supervisione europea.
Le valutazioni effettuate nell'impianto di Krško consentono di affermare che un incidente severo con danno al reattore potrebbe verificarsi solo nel caso di un sisma con una PGA (Peack Ground Acceleration) di almeno 0,8 g, evento caratterizzato da un tempo di ritorno atteso dell'ordine di 50.000 anni.
Oltre agli studi sulla sismicità, la centrale termonucleare di Krško è sottoposta a continui interventi di manutenzione e di migliorie impiantistiche come, ad esempio, un impianto di aspirazione delle polveri che in caso di incidente può captare la quasi totalità degli inquinanti dispersi, oppure un avanzato sistema di simulazione che consente agli operatori di mantenersi sempre pronti a qualsiasi evenienza.