19 ottobre 2019
Aggiornato 21:30
I muggesani e l’immigrazione

Immigrati a Muggia: si ospiteranno i minorenni non accompagnati all’ex caserma Lazzaretto

Il prefetto Porzio incontra il sindaco e il Comitato civico emergenza profughi di Muggia. Sui social, i timori per la pubblica sicurezza contro le direttive dello Sprar
Progetti di accoglienza per i profughi a Muggia
Progetti di accoglienza per i profughi a Muggia

MUGGIA - L’ex caserma di Lazzaretto ospiterà i richiedenti asilo minorenni e non accompagnati, e sarà istituito un sistema di accoglienza distribuita su tutto il territorio di Muggia. Queste, le richieste comunicate dal prefetto Annapaola Porzio al sindaco Laura Merzi e a 5 rappresentanti del Comitato civico emergenza profughi di Muggia. Nell’incontro tra le parti, avvenuto in prefettura a Trieste, si è precisato che non dovrebbe essere superata la quota dei 35 ospiti, tuttavia la struttura di Lazzaretto non è ancora attrezzata allo scopo, visto lo stallo dei lavori di ristrutturazione a causa di un difetto della rete fognaria.

Le dichiarazioni del sindaco
In un lungo post su Facebook, il sindaco dichiara: «abbiamo di nuovo potuto ribadire l’inadeguatezza della struttura di Lazzaretto da un lato per l’isolamento della struttura (anche per quanto riguarda gli scarni collegamenti attraverso i trasporti pubblici con il resto del territorio), dall’altro invece per la sua stretta vicinanza ad alcune case di civile abitazione».
Per non dar atto a fraintendimenti, Merzi precisa che il rischio è semplicemente quello di ghettizzare gli immigrati: «L’ipotesi di attuare un’accoglienza diffusa su tutto il territorio muggesano è certamente più vicina all’idea di inclusione che noi abbiamo sempre portato avanti».
Momentaneamente e per pochi giorni anche la parrocchia di Aquilinia metterà a disposizione gli ambienti adiacenti alla chiesa per accogliere un piccolo gruppo di richiedenti asilo.

Il Comitato civico emergenza profughi
Il Comitato si dichiara contrario alle direttive dello Sprar (Sistema di Protezione per richiedenti asilo e rifugiati) e all’accentramento dei profughi in un’unica struttura e sostenendo invece un sistema di accoglienza più sostenibile e diffuso in tutto il territorio. La ghettizzazione viene quindi vista come un potenziale pericolo, in parziale accordo col sindaco.
Sui social sorgono polemiche a proposito della reale età dei rifugiati, molti dei quali potrebbero dichiarare di essere minorenni pur avendo più di diciotto anni, in quanto sprovvisti di documento.
«Già da subito – conclude quindi il primo cittadino - attraverso l’assessore alle Politiche Sociali Luca Gandini che si coordinerà certamente con i rappresentanti del Comitato, ci siamo messi al lavoro per avviare l’iter legato allo Sprar in modo da realizzare un sistema volto all’integrazione sociale ed economica di soggetti che sono già titolari di una forma di protezione internazionale».