19 ottobre 2019
Aggiornato 21:30
Allarme malattie “non del tutto scomparse”

“Niente vaccino, niente asilo nido”. La reazione del centrodestra ai recenti casi di Tbc

Brandi e Forza Italia presentano la mozione: vaccinazione obbligatoria sotto i tre anni per accedere alle strutture pubbliche. Si attendono intanto gli ultimi 200 bambini a rischio per il test della tubercolina
Mozione del centrodestra sui vaccini
Mozione del centrodestra sui vaccini

TRIESTE – Per iscrivere i bambini agli asili nido comunali sarà necessario sottoporli ai quattro principali vaccini: antidifterica, antitetanica, antipoliomielitica, antiepatite virale B. Questa la mozione presentata dal gruppo di Forza Italia e dall’assessore Angela Brandi, riguarda i bambini al di sotto dei tre anni, l’entrata in vigore prevista è gennaio 2017.

Vaccini in calo
Alla base del provvedimento, i recenti casi di Tbc riscontrati tra i piccoli pazienti del Burlo oltre al drastico calo delle vaccinazioni in città. Si è infatti scesi al di sotto della soglia minima di sicurezza, quindi meno del 95 percento dei bambini in città è vaccinato per le malattie citate. Coinvolte nella mozione anche Asuits, Burlo e Ordine dei medici.

Gli argomenti dell’assessore
Secondo Brandi, il fenomeno è da ricondurre a una cattiva informazione e a notizie fuorvianti  che circolano in rete. Tuttavia, in vista dei recenti fenomeni migratori e al boom di viaggi in paesi esotici, si stanno registrando sempre più casi di malattie erroneamente ritenute ‘scomparse’, e il fenomeno non può più essere ignorato. Nessuna intimidazione alle famiglie, quindi, ma un provvedimento urgente e necessario alla salute pubblica. La mozione sarà infatti presentata alla riunione del prossimo Consiglio comunale, prevista per mercoledì.

I casi di Tbc
Nel frattempo si attendono nelle strutture preposte gli ultimi 200 bambini a rischio Tbc. Il campione prevedeva 3400 soggetti, quelli visitati dalla pediatra affetta dal morbo, e i più sono già stati sottoposti al test. Tra loro soltanto cinque infetti, di cui due hanno sviluppato evidenza clinica. In ogni caso, tutti e cinque sono sotto trattamento farmacologico e quindi considerati non contagiosi. I 200 rimanenti sono stati sollecitati tramite raccomandata e telefono, ma in molti non hanno dato riscontro.