20 luglio 2019
Aggiornato 19:30
Case troppo “popolari”

Scandalo alloggi Ater: muri pericolanti, allagamenti e caldaie fuori uso

Acqua negli appartamenti e negli ascensori, porte aperte, stufe e fornelletti da campo. Ecco gli alloggi di via Negri, una storia di appalti dal triste epilogo
Sistemazioni di fortuna in case popolari
Sistemazioni di fortuna in case popolari

TRIESTE - Quattro palazzine Ater sono state occupate in aprile e sono già quasi inabitabili. Settanta appartamenti, abitati da singoli e famiglie, settanta situazioni economiche e familiari che hanno reso necessario un alloggio popolare. Un diritto che sembrava acquisito e ora si sta sfaldando, letteralmente, sotto i loro piedi.

Ai limiti della sopravvivenza
Dopo aver ricevuto le chiavi dell’appartamento, gli inquilini di via Negri in Coloncovez si sono accorti di abitare in una struttura fatiscente e lo dichiarano in data 22 ottobre al quotifiano ‘Il Piccolo’. La ditta cui è stata appaltata la ristrutturazione degli stabili ha lavorato al risparmio, e adesso gli inquilini alloggiano in situazioni al limite della sopravvivenza: ad alcuni manca il gas e devono cucinare su un fornelletto da campo, altri non hanno l’acqua calda e fanno la doccia fredda da mesi. Molti controsoffitti sono a rischio sfaldamento e sono stati rappezzati con il nastro adesivo, in alcuni numeri civici il citofono non funziona e la porta d’ingresso dev’essere lasciata aperta. Mentre gli inquilini pagano il servizio, compreso nel canone. Si è verificato un allagamento in un pianerottolo, un laghetto profondo quasi trenta centimetri che ha messo fuori uso gli ascensori. Questo in un contesto popolato da famiglie con membri disabili, una delle quali si è vista negare dall’Azienda anche l’installazione di un’antenna parabolica.

La risposta del direttore
Gli inquilini stanno sollecitando l’Ater da mesi, senza ricevere risposta. Il direttore Antonio Ius dà la sua versione dei fatti a ‘il Piccolo’, spiegando che i lavori di ristrutturazione erano stati appaltati a un’impresa edile di Verona, che inizialmente aveva lavorato con criterio ma poi si è ritrovata in ristrettezze economiche e ha iniziato a lavorare al risparmio. Purtroppo il regime di austerità ha coinvolto tutti gli ambiti della lavorazione, non solo le rifiniture e l’estetica ma anche questioni cruciali quali i muri, i soffitti e l’intera impiantistica: gas, elettricità e riscaldamento.
Ius assicura infine che verranno mandati al più presto dei tenici per organizzare una piena risoluzione del problema.