23 aprile 2019
Aggiornato 16:30
L'appello

Immigrazione: sbagliato abbassare la guardia a Trieste

Per Tamaro (Sap) l'intensificazione dei controlli a Tarvisio potrebbe spostare l’attenzione della cosiddetta 'rotta balcanica' su Trieste
Lorenzo Tamaro
Lorenzo Tamaro

TRIESTE - «E’ sbagliato abbassare la guardia sulla zona confinaria del capoluogo giuliano perché è possibile l’arrivo di immigrati clandestini». A dirlo è il segretario provinciale del Sap, il Sindacato autonomo di Polizia, Lorenzo Tamaro. 
«La recente istituzione sul confine di Tarvisio di pattuglie miste tra la polizia italiana e quella austriaca, ha sortito gli effetti di un azzeramento o quasi dei rintracci di clandestini; ciò potrebbe spostare l’attenzione della cosiddetta 'rotta balcanica' su Trieste, anche in considerazione delle migliaia di persone ferme in Serbia in attesa di entrare in EuropaQueste, vedendo bloccata la 'porta d’ingresso' Ungheria (quindi Austria) potrebbero optare per accedere in Europa passando per la Croazia (quindi Slovenia) e arrivare sui nostri territori».

Tamaro, restando a Trieste, sottolinea che nulla è cambiato dopo le denunce del Sap nel sistema di verifica migranti. «Stessi uffici, quelli usati quotidianamente dagli operatori di polizia e non sale esclusive dedicate da poter poi igienizzare all’occorrenza, stesso numero di operatori e mezzi per effettuare le pratiche previste. Nel tempo è stato perfino ridotto il contingente di militari che affiancava gli operatori di polizia (anche in questo siamo più volte intervenuti sulle discutibili modalità d’utilizzo), sceso del 50% rispetto la fase iniziale. Crediamo invece che un incremento della forza e un suo migliore impiego sul territorio giuliano costituirebbero un ottimo deterrente, come lo è stato nell’istituzione delle pattuglie miste sul confine italo-austriaco del Friuli», ha evidenziato Tamaro.

Per il Sap, quindi, non si vuole giocare d'anticipo investendo in sicurezza, con il rischio di trovarsi in una vera emergenza per intervenire.