24 aprile 2019
Aggiornato 08:00
Giustizia e social network

Fabio Tuiach indagato per vilipendio alla religione

Il consigliere comunale segnalato adalla Digos in procura per violazione del codice penale. Rifiutato un colloquio “riparatore” con il presidente della comunità islamica

TRIESTE – Partono le indagini da parte del pm Pietro Montrone per il vicecapogruppo della Lega Nord Fabio Tuiach. Vilipendio alla regione è il motivo dell’accusa,  scatenata da un post su Facebook dove il consigliere  definiva Maometto ‘un pedofilo’. La stampa della pagina era stata mandata in procura dalla Digos e ora si parla di violazione del Codice penale con una probabile multa di seimila Euro.

Il caso in breve
Il post si riferiva alle dichiarazioni di un Imam estremista che chiedeva al governo danese di accettare le spose bambine  in quanto parte della cultura dei migranti, e il capogruppo leghista aveva generalizzato sui social, facendone una questione culturale riferita alla totalità dell’Islam: «Maometto a 54 anni prese in moglie Aisha di sei ma siccome era un bravo profeta aspettò ben tre anni prima di violentarla. La loro cultura con la nostra non potrà mai andare d'accordo ma i comunisti odiano così tanto la nostra società che se la fanno piacere».
Essendo Tuiach l’esponente di spicco di un partito di maggioranza, l’episodio ha scatenato diverse reazioni, tra cui quella del presidente del Centro culturale islamico, Saleh Igbaria, che ha invitato il consigliere a prendere un caffè per un colloquio amichevole. L’offerta è stata rifiutata, inasprendo ulteriormente i toni della polemica.