16 luglio 2019
Aggiornato 18:00
Il destino di un edificio storico

Niente museo a Palazzo Carciotti: tutto in vendita alle catene alberghiere

La parte anteriore, capolavoro del Neoclassico, non sarà più adibita a sala espositiva. Dipiazza: «Gli investitori non rinunceranno mai alla facciata monumentale»

TRIESTE - Palazzo Carciotti sarà interamente messo sul mercato, probabilmente quello alberghiero. Decade l’iniziale intento di destinare la parte frontale, pari a un terzo dell’immobile, al Museo della città. Il sindaco Dipiazza dichiara al quotidiano ‘Il Piccolo’ che il palazzo, senza la facciata monumentale che dà sulle rive, non è appetibile per gli investitori, molti dei quali si sono già ritirati alla proposta di acquistare (per un valore di 17 milioni di euro) i soli due terzi posteriori dell’edificio. La decisione sarà presto portata in Consiglio dall’assessore Lorenzo Giorgi.

Palazzo Carciotti
Il Carciotti, uno degli esempi più prestigiosi dello stile neoclassico in città, è stato progettato dall’architetto Matteo Pertsch per il commerciante greco Demetrio Carciotti e attualmente è sede della Polizia municipale  e di diversi uffici (per lo più avvocati e area commercio), e per anni si era ipotizzato di trasformarlo in polo museale, centro congressi o galleria d’arte.

Le dichiarazioni del sindaco
Dipiazza si dichiara dispiaciuto e assicura che, se gli fosse stata data la possibilità di un terzo mandato, avrebbe realizzato un museo paragonabile ai grandi poli europei ma purtroppo, con l’attuale situazione economica, si è resa necessaria una soluzione del tutto diversa. Il sindaco fornisce al ‘Piccolo’ alcuni dati: 8 milioni vengono spesi per il sistema museale a Trieste, solo 800mila ne vengono guadagnati. Molti musei, inoltre, non vengono praticamente visitati, come quello del mare e il Morpurgo.

Proposte alternative: il Porto vecchio
Sostanzialmente, tutta la gestione è da ripensare e il primo cittadino punta tutto sull’area del Porto vecchio con idee quali l’Immaginario scientifico, la Centrale idrodinamica, la Sottostazione elettrica e un mercato del pesce con ristorante annesso, oltre al progetto di Debora Serracchiani di  trasferire in zona la Vittorio Veneto. Il celebre incrociatore portaelicotteri, al momento situato a Taranto, sarà quindi adibito a nuovo museo navale di Trieste.