25 giugno 2019
Aggiornato 09:30
Il 26 ottobre, data storica

La visita di Mattarella a Trieste e Gorizia: il messaggio dell’Anvgd

L’Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia saluta il presidente della Repubblica, richiamando la sua attenzione sulle tragedie dell’esodo e delle foibe

TRIESTE - Il Presidente della Repubblica Mattarella sarà a Trieste il 26 ottobre per l’alzabandiera, insieme al Presidente della Corte Costituzionale Paolo Grossi. Si recherà poi a Gorizia, in occasione del centenario della Grande guerra. Successivamente, si recherà a Doberdò del lago dove si incontrerà con l’omologo sloveno Borut Pahor.
Gorizia e Trieste, due città di frontiera che hanno vissuto drammi indelebili del novecento italiano. Una data simbolica, quella del 26 ottobre, che ha visto l’amministrazione italiana soppiantare il governo militare alleato, scongiurando la minaccia di una nuova occupazione da parte di Tito. Tuttavia, nella zona B del mai costituito territorio libero di Trieste, si era insediata l’amministrazione civile di Belgrado.

Il messaggio del presidente Anvgd, Renzo Codarin
«Per le migliaia di esuli giuliano-dalmati e per la comunità italofona che ancora resisteva nel capodistriano e nel buiese, tale data segnò praticamente la fine della speranza di un ritorno del Tricolore almeno in quello spicchio di penisola istriana», così si esprime Renzo Codarin, il Presidente nazionale dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, in occasione della visita del Presidente, e ricorda l’esodo dei 350.000 istriani, fiumani e dalmati. Dalla Zona B in quei giorni di ottobre del 1954 partì l’ultima ondata di esuli, mentre nel territorio metropolitano ancora operavano Centri Raccolta Profughi; il definitivo colpo di grazia alle speranze di tornare in possesso di terre storicamente e culturalmente italiane sarebbe poi giunto con il Trattato di Osimo (1975).

Per non dimenticare le Foibe
«Prendendo esempio dal Presidente Borut Pahor, il quale sta conducendo una delicata opera di ricostruzione storica e di commemorazione delle vittime delle stragi compiuti dal regime di Tito in Slovenia, Mattarella  – auspica il leader dell’Anvgd – dovrebbe prendere a cuore la sorte di quelle migliaia di nostri connazionali deportati a conflitto ormai concluso e di cui non si è più saputo nulla. Molti di costoro probabilmente giacciono in fosse comuni o sul fondo di foibe che oggi si trovano in territorio sloveno: nello spirito europeo che unisce Roma e Lubiana, far luce sulla sorte di queste vittime del terrore titino sarebbe un gesto di grande importanza»

Il raduno degli esuli
L’Angvd si augura, infine, che Mattarella torni presto in queste martoriate terre di confine: «L’anno prossimo  - conclude Codarin - ricorreranno i 70 anni dalla firma del Trattato di Parigi che strappò all’Italia gran parte di quelle terre redente a costo di immani sacrifici nella Prima guerra mondiale. La comunità della diaspora giuliano-dalmata organizzerà un enorme raduno di tutte le associazioni degli esuli: la presenza di Mattarella costituirebbe un preziosissimo gesto di vicinanza e di comprensione della nostra tragedia»