24 aprile 2019
Aggiornato 08:30
L’eco di un disastro

A Trieste avvertito un altro grande sisma dal Centro Italia

Due grandi scosse, magnitudo fino a 5.9. Colpita la zona tra Perugia e Macerata, quattro paesi con danni incalcolabili. Ussita rasa al suolo
A Trieste avvertito nuovo grande sisma in Centro italia
A Trieste avvertito nuovo grande sisma in Centro italia

TRIESTE – Due nuove scosse sismiche in Centro Italia il 26 ottobre, avvertite fino a Trieste. Negli ultimi piani degli edifici più alti si è avvertita un’oscillazione che ha scatenato il panico in diverse zone della città. Lo riferiscono i vigili del fuoco, più volte contattati nella prima serata, anche se non c’è stata necessità di intervenire perché non si sono verificati danni di nessun genere.

In Centro Italia
Molto diversa la situazione nei pressi dell’epicentro: una scossa di magnitudo 5.4 si è verificata alle 19:11, avvertita in Abruzzo, Umbria, Marche e Lazio, e propagatasi in scala minore anche in Emilia Romagna, Alto Adige, Veneto e Fvg. Alle 21:18 la terra ha tremato di nuovo, stavolta con magnitudo 5.9. L’area tra Perugia e Macerata sembra la più colpita, in particolare i paesi di Castelsantangelo sul Nera sui Monti Sibillini, Visso, Ussita e Preci in Umbria. Ussita, in particolare, è praticamente rasa al suolo. Non dovrebbero esserci vittime, a parte un solo ferito, a Visso. Pesantissimi, tutttavia, i danni alle abitazioni e agli edifici, crollata la chiesa di Santa Maria delle Grazie a Norcia. Molte le zone di montagna colpite, dove i soccorsi hanno avuto difficoltà ad arrivare a causa del maltempo, e intere strade sono rimaste bloccate a causa delle macerie.
Il sisma è stato avvertito anche a Roma, in particolare allo stadio Olimpico, dove si disputava la partita Lazio-Cagliari.

Una nuova faglia?
Il terremoto non si è verificato sulla stessa faglia che ha scatenato quello del 24 agosto, l’area è la medesima ma l’epicentro è collocato più a nord. Si sa che esiste un sistema di faglie lungo una trentina di chilometri lungo la dorsale dell’appennino, e le scosse di assestamento verificatesi dopo il 24 agosto sono avvenute tutte in quest’area. Forse è prematuro parlare di nuova faglia, ma è possibile che si tratti di un cosiddetto ‘effetto domino’, per il quale la perturbazione sotterranea verificatasi quest’estate ha caricato di energia le zone circostanti e le faglie che si susseguono lungo l’appennino.
La situazione ha una complessità tale che i sismologi non sono in grado di prevedere come si propagherà il fenomeno e quali saranno i prossimi paesi ad essere colpiti.