23 aprile 2019
Aggiornato 16:00
Da Roma, meno soldi alla cultura

Decurtati i finanziamenti al Verdi, quasi triplicati i tagli dall’anno scorso

Torrenti: “Il nuovo sistema di distribuzione dei fondi privilegia solo i grandi teatri”. Tonel: “Scelta insensata, incassi aumentati del 25 percento”

TRIESTE - Tagliati, ancora una volta, i finanziamenti pubblici al Teatro Verdi. Un introito annuale indispensabile per portare a termine la stagione lirica e sinfonica, appena iniziata. L’anno scorso il taglio era stato di 160 mila euro, quest’anno sale a 416: quasi triplicato. Il calcolo della decurtazione, e quindi della distribuzione del Fondo unico per lo spettacolo (Fus), si basa su algoritmi approvati di recente e che, a detta dell’assessore alla Cultura Gianni Torrenti: «premiano di fatto i teatri grandi. Sono delle modalità di finanziamento previste da dirigenti che non sono più presenti. La loro intenzione era quella di agevolare i teatri delle grandi città che, ovviamente, hanno delle capacità di attrazione di pubblico e risorse private molto diverse dal nostro».

Un teatro di qualità
«Parliamo di un teatro virtuoso che aumenta il suo pubblico e migliora la qualità anno dopo anno - ha aggiunto Torrenti - Il Teatro Verdi infatti non è solo della città di Trieste ma è il teatro stabile di tutto il Friuli Venezia
Giulia e la Regione, amministrata dal centrosinistra, contribuisce con oltre tre milioni di euro»
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Esterrefatta anche l'assessore comunale ai Teatri Serena Tonel che dichiara un incremento delle vendite del 25 percento nella stagione sinfonica appena conclusa. Un risultato che è dimostrazione di efficienza e qualità, e di cui gli algoritmi elaborati dal ministero hanno dimostrato di non tenere conto.

Criteri opinabili
Il sistema di finanziamento appena elaborato si basa su una lista di criteri, molti dei quali danno adito a interpretazioni non oggettive. Il documento, redatto e approvato dal Ministero dei beni culturali, attesta che verranno premiati i teatri che dimostreranno «Capacità di attrarre turismo culturale», difficile da quantificare e stabilire.
Tra le variabili citate figurano anche «Impiego di eccellenze riconosciute a livello internazionale», quindi direttori e interpreti dagli altissimi cachet, e «Offerta di biglietti a prezzo ridotto per studenti, giovani, famiglie e disabili», applicabili solo da fondazioni in condizioni economiche già floride. Da qui lo sconcerto di Torrenti, che dichiara: «L’intento è quello di mantenere e foraggiare solo poche realtà economicamente già forti. Parlerò della questione con il ministro Franceschini che vedrò domani a Roma. Ne ho già parlato con il sindaco Dipiazza e con il sovrintendente Pace».