19 ottobre 2019
Aggiornato 21:30
Un voto di protesta

Caso Regeni: L’Italia all’Onu non vota a favore dell’Egitto

Secondo le disposizioni della Farnesina, l’Italia non ha votato i rappresentanti Egiziani al Consiglio dei diritti umani. Gentiloni: “L’Italia non è soddisfatta, ancora nessuna verità per Giulio”

ROMA - La rappresentanza italiana all’Onu, il 28 ottobre, ha deciso di non votare l’Egitto per il Consiglio dei diritti umani. La scelta italiana, espressamente disposta dalla Farnesina, è un chiaro messaggio ale autorità egiziane: a 9 mesi dall’efferato omicidio non sono stati i mossi i passi necessari alla scoperta della verità.

Un voto di indignazione
Come dichiara il ministro degli esteri Gentiloni al quotidiano ‘Il Piccolo’, l’Italia non è soddisfatta di come si sta procedendo nelle indagini. Nonostante l’incontro del 9 settembre tra magistrati italiani ed egiziani, che sembrava suggerire un impegno condiviso tra le due nazioni, tuttora Il Cairo non sta dimostrando interesse e impegno nel far luce sul dramma.
Motivo per cui è stato ritirato l’ambasciatore in Egitto, che all’epoca era Maurizio Massari, e non sono state ancora presentate le credenziali del successore, Giampaolo Cantini.

Egitto e diritti umani
Amnesty International, sull’Egitto, riferisce 41mila prigionieri politici, 1700 desaparecidos nel 2015 e 754 omicidi extragiudiziali nei primi cinque mesi del 2016. Considerando questi numeri e la mala gestione dell’efferato crimine, le rappresentanze italiane all’Onu, nella persona di Gentiloni, hanno comunicato la loro posizione ufficiale: L’Egitto, per l’Italia, non ha i requisiti per entrare nel Consiglio sui diritti umani. Tuttavia il ‘non voto’ italiano non è servito e i rappresentanti egiziani siederanno al Consiglio come garanti dell’umana dignità nel mondo.