25 settembre 2020
Aggiornato 15:30
Womath

Donne e carriera: è davvero così difficile?

Il testo chiede maggiore equità per le carriere accademiche femminili

TRIESTE - Le donne nel mondo del lavoro sono ancora soggetti fragili, sia che si guardi al panorama italiano che a quello internazionale: a penalizzarle sono il pregiudizio, spesso inconscio, che nasce da una cultura dalle radici patriarcali, cosi come il fatto che proprio alle donne tocca la maggior parte del lavoro di cura dei figli e della casa, e ovviamente le necessità fisiologiche della gravidanza e dell’allattamento. Il mondo accademico in questo non è diverso dal resto del mercato del lavoro: anche qui, statistiche alla mano, si osserva che la percentuale di donne diminuisce man mano che si sale verso i vertici della gerarchia professionale, questo a dispetto del gran numero di ragazze che si laureano o conseguono il dottorato di ricerca. Come fare per cambiare questa tendenza, si sono chieste le matematiche che hanno partecipato qualche settimana fa alla conferenza Womath, (organizzata dalla SISSA, in collaborazione con l’Università di Udine e altri enti e il patrocino della Regione Fvg e l’Ordine dei giornalisti FVG). Come tutelare adeguatamente la carriera e il benessere delle donne che intraprendono un lavoro nella ricerca scientifica e nell’insegnamento universitario in Italia?

In controtendenza
«In tal senso ci sono già molti interventi in vari paesi, sia in Europa che negli Stati Uniti. Anche gli organismi sovranazionali (dalla Comunità Europea alle società scientifiche) sono consci del problema e negli anni hanno introdotto misure concrete per risolverlo - spiega Tamara Grava, matematica della SISSA nel comitato organizzatore di Womath - e questi sforzi hanno portato quasi ovunque a un miglioramento lento, ma costante». «La matematica in Italia, in questo contesto, è doppiamente in controtendenza - aggiunge Barbara Fantechi, matematica della SISSA anche lei fra le organizzatrici di Womath - da un lato la partecipazione femminile è relativamente alta rispetto alla media europea (circa il 15% fra i docenti di prima fascia), dall’altro  purtroppo questa percentuale, anziché essere in crescita, mostra un leggero calo».

I provvedimenti
Un gruppo di partecipanti a Womath ha proposto alcuni provvedimenti concreti contenuti in una lettera aperta indirizzata al primo ministro Matteo Renzi e alla ministra dell’Istruzione, Università e Ricerca Stefania Giannini. I provvedimenti indicati nel testo, in molti casi si sono ispirati a esperienze già messe in pratica in altri paesi o a livello europeo. Fra le varie proposte vi è l’introduzione di misure concrete per incentivare una presenza adeguata di donne nei progetti e nei congressi finanziati con fondi pubblici e interventi a tutela dei periodi di maternità e supporto per le famiglie nella gestione dei figli piccoli con servizi ad hoc (la creazione di nidi e scuole per l’infanzia aziendali, per esempio). La lettera integrale (che ha anche il sostegno della Conferenza Nazionale degli organismi di parità delle Università italiane) si può leggere qui, dove è possibile dare il proprio supporto aggiungendo la propria firma.