25 settembre 2018
Aggiornato 05:00

Salute: medici di famiglia per presa in carico pazienti diabetici

In occasione della giornata mondiale dell'iperglicemia medici specialisti e pazienti discutono sulla centralitą del tema nella riforma della sanitą regionale
L'assessore regionale alla Salute, Maria Sandra Telesca
L'assessore regionale alla Salute, Maria Sandra Telesca (Diario di Udine)

TRIESTE - La presa in carico delle persone affette da diabete è affidata in particolare ai medici di famiglia, in stretto rapporto con le Aziende sanitarie. E' loro il compito di prendersi cura dei pazienti in maniera proattiva, anche
monitorando costantemente i loro principali indicatori di salute, contattando direttamente quegli assistiti che non hanno eseguito periodicamente esami di routine. Una medicina di iniziativa, volta a prevenire complicanze e ricoveri ospedalieri.

Lo ha ricordato l'assessore regionale alla Salute, Maria Sandra Telesca, intervenuta a Trieste alla manifestazione 'Porta a spasso il tuo diabete', promossa dal Comitato regionale associazioni diabetici del Friuli Venezia Giulia (Crad) a ridosso della giornata mondiale dedicata a questa che è la più importante tra le malattie croniche, con nelle sue varie forme tre milioni di casi diagnosticati in Italia, una stima di un milione di casi non ancora diagnosticati, e 2,6 milioni di persone con difficoltà a mantenere le glicemie nella norma. In Friuli Venezia Giulia i casi sono circa 80 mila.
Una numerosità che ne fa, come ha evidenziato Telesca, un «tema centrale nella riforma della sanità regionale», che si è tradotto in una «guerra dichiarata a una delle piaghe che più preoccupano perché spesso subdola».

Un percorso partito, dopo l'approvazione della riforma, con il recepimento del Piano nazionale sulla malattia diabetica, molto atteso da pazienti, famiglie, associazioni e professionisti della salute. E subito declinato in due diversi documenti di indirizzo: il primo sull'assistenza integrata alle persone affette da diabete. Un secondo rivolto al diabete gestazionale, forma temporanea che si manifesta in una elevata percentuale di gravidanze, in cui la glicemia non è sotto controllo.

Atti di indirizzo, che, come sottolineato da Telesca, sono stati elaborati da un tavolo tecnico costituito da specialisti,
referenti delle Aziende sanitarie, medici di medicina generale, farmacisti, infermieri, dietisti, ma anche da rappresentanti delle associazioni dei pazienti, cui l'assessore ha ricolto un particolare ringraziamento.
Si tratta di strumenti operativi che, indicando precisi standard, puntano ad elevare la qualità dell'assistenza e a rendere omogeneo sul territorio regionale il processo diagnostico e terapeutico. Il tutto a beneficio della qualità della vita dei pazienti, grazie anche all'utilizzo di nuovi farmaci, nonché in un'ottica di diminuzione dei costi per il sistema sanitario.

Dopo l'introduzione dell'assessore Telesca e i saluti del presidente del Crad, Adriano Matteotti, e del presidente delle
Ordine dei medici della Provincia di Trieste, Claudio Pandullo, si è tenuta una tavola rotonda, moderata dalla giornalista Micol Brusaferro, alla quale hanno preso parte medici specialisti e pazienti.
Da tutti l'appello a adottare stili di vita sani, indispensabili non solo per prevenire il diabete mellito (tipo 2), ovvero la
forma più comune, ma anche per scongiurare l'insorgere di complicazioni, che per il diabete mellito sono principalmente a carico di occhi, reni, sistema cardiovascolare e sistema nervoso. «Con il diabete si può convivere ma le complicanze sono fatali», ha ammonito Matteotti.