23 settembre 2020
Aggiornato 02:00
La dura accusa dei pentastellati

M5S su Ferriera: basta rimandare, bisogna agire

Ussai: “I dati sono certi, ci sono state irregolarità da sanzionare e bisogna rivedere l’Aia imponendo limiti più stringenti”

TRIESTE - La salute dei cittadini non può aspettare oltre e i dati raccolti sulle analisi mediche a Servola sono abbastanza eloquenti, anche se vengono definiti ‘non rappresentativi’ da chi dovrebbe occuparsi di risolvere la situazione. Questo il messaggio del Movimento Cinque Stelle, rilasciato in conferenza stampa il 23 novembre dai portavoce in Consiglio regionale Eleonora Frattolin e Andrea Ussai e il portavoce in Consiglio comunale Gianrossano Giannini.
Non è più un segreto che la Siderurgica Triestina ha sforato pesantemente i limiti di produzione imposti dall’Aia, producendo una quantità di benzopirene di quasi il doppio del limite consentito ed eccedendo con gl sfornamenti per ben 27 giorni. Intanto Trieste rimane la città più esposta a patologie tumorali della regione (quasi il 20 percento in più della media regionale) i valori di tossicità nelle urine degli abitanti di Servola sono preoccupanti, l’area a caldo è ancora in funzione e le sanzioni sono ancora «da valutare».

Il parere di Eleonora Frattolin
Alle interrogazioni degli M5S, la risposta dell’assessore Sara Vito è stata, secondo Frattolin «Desolante. La Regione si nasconde dietro freddi atti amministrativi. Alla luce degli ultimi risultati, la Regione, l’Azienda sanitaria e il Comune di Trieste devono spiegare in quale direzione vogliono andare nel prossimo futuro, quali decisioni intendano prendere per il bene della cittadinanza»
«Per esempio – continua Frattolin - per quanto concerne i giardini contaminati, è urgente spiegare a tutti quale sia la principale sorgente di inquinamento e quale sia l’impatto degli inquinanti via via ci si allontani dalle realtà industriali che rilasciano nell’aria diossine e furani».

Le accuse di Andrea Ussai
«La Serracchiani –attacca invece Ussai - è sempre molto brava a snocciolare quello che hanno fatto, ma è altrettanto brava a omettere quello che l’amministrazione e Siderurgica Triestina non hanno fatto o hanno fatto solo parzialmente. L’accordo di programma che doveva attuare entro il 2015 un ‘riutilizzo di tale area in condizioni di sicurezza sanitaria e ambientale’, è definitivamente fallito. Ormai è pacifico - ha aggiunto il portavoce del M5S - che, nonostante gli interventi fatti sugli impianti, in concomitanza con l’aumento della produzione, aumentino in modo pericolosissimo i valori del benzopirene, di cui si è accertata la cancerogenicità».

I dubbi di Gianrossano Giannini
Numerose sono le domande che Giannini pone all’Asuits: «Ora che hanno commissionato e ottenuto questi dati, quali sono i provvedimenti da adottare? Stanno dicendo che il campione non è rappresentativo, quindi come mai hanno fatto queste analisi? Perché non sono state monitorate le diossine nel latte materno? E perché nessuno parla dell’altra forma emissiva impattante che è l’inceneritore? Il Movimento Cinque Stelle - rivela Giannini - ha già pronta una proposta di legge, che presto esporremo, e che serve a rilevare preventivamente l’impatto sanitario di questa situazione»
Il consigliere conclude dichiarando che la «Politica dello struzzo» (ossia di ignorare il problema), si è esaurita insieme alla giustificazione della presunta impossibilità di avere dati certi sull’inquinamento e «oggi con tutte queste evidenze scientifiche a nostra disposizione, siamo passati alla ‘politica delle calende greche’: si continua a rimandare nella speranza di non fare mai nulla»