18 agosto 2018
Aggiornato 16:05

Il Comune e la Gdf sanciscono collaborazione contro i finti poveri

Siglato protocollo d’intesa tra comune e comando provinciale della Guardia di finanza di Trieste. Previsti controlli incrociati tra i moduli Isee, l’anagrafe tributaria e gli schedari della Gdf
Carlo Grilli, Giorgio Rossi, Giovanni Padula e Roberto Dipiazza
Carlo Grilli, Giorgio Rossi, Giovanni Padula e Roberto Dipiazza (Diario di Trieste)

TRIESTE - Un incontro, quello del 28 novembre 2016, che rafforza la collaborazione tra il Comune di Trieste e la Guardia di Finanza, in presenza del sindaco Roberto Dipiazza e del Comandante Provinciale del Corpo Giovanni Padula. L’obbiettivo dichiarato è quello di stanare  i finti poveri e chi dichiara il falso nelle dichiarazioni dei redditi, tramite un «efficace flusso informativo sulle dichiarazioni rese dai cittadini – si dichiara nel comunicato della Gdf - Da tale flusso informativo la Guardia di Finanza potrà selezionare le posizioni a rischio e, quindi, approfondire la veridicità delle dichiarazioni fornite agli uffici del Comune». In pratica, saranno confrontati i dati forniti dai richiedenti con quelli risultanti dall’anagrafe tributaria e dagli schedari delle Fiamme Gialle.

Il primato di Trieste
Il comune di Trieste è al 1°posto in Italia per spesa sociale pro-capite, con 35mila richieste all’anno e 121 milioni di Euro destinati a esenzioni, integrazioni alle rette delle strutture socio-sanitarie, sussidi economici, assegni di cura e tutte le altre forme di assistenza per i meno abbienti. Date le premesse, il protocollo si pone come obbiettivo la verifica che tali somme vengano assegnate a chi realmente le necessita, per questo il controllo incrociato tra i moduli Isee, l’anagrafe tributaria e gli schedari della Gdf.
«Tale iniziativa – si è spiegato - consentirà di valorizzare ed affinare la fase di partecipazione dei Comuni all’accertamento tributario, che nella sola città di Trieste ha già consentito di far emergere oltre un milione di Euro sottratto al fisco. In tale contesto, il Comune giuliano produce segnalazioni anche su input da parte di soggetti esterni (tra cui Confartigianato) e, dopo averle elaborate, le invia all’Agenzia delle Entrate ed alla Guardia di Finanza».

L’intento del sindaco
Il Sindaco di Trieste Roberto Dipiazza evidenzia che: «questo accordo va nella direzione dell’opportuna e necessaria condivisione delle informazioni tra autorità preposte alla vigilanza e istituzioni, al fine di prevenire e contrastare comportamenti scorretti da parte di alcuni, che, purtroppo, vanno a danneggiare chi realmente ha bisogno di determinati servizi. Il Comune di Trieste è molto attento verso le fasce più deboli della popolazione e promuoverà sempre la massima collaborazione con le autorità preposte per il contrasto di ogni tipo di comportamento fraudolento».

Un utilizzo trasparente delle risorse
Il Comandante Provinciale Giovanni Padula, annuncia che: «Questa iniziativa consentirà, in tal modo, di erogare agevolazioni ai soggetti realmente meritevoli assicurando, così, un concreto aiuto ai cittadini appartenenti alle fasce economiche più svantaggiate. Tutto ciò nella convinzione che la lotta agli sprechi di danaro pubblico consente un utilizzo trasparente ed efficiente delle risorse a disposizione dei cittadini e che l’indebito accesso a prestazioni assistenziali genera iniquità sociale». L’accordo prevede anche degli incontri informativi e scambio di esperienze professionali tra il personale del Corpo e del Comune di Trieste.