11 dicembre 2018
Aggiornato 00:00

Zaini in spalla contro il nuovo regolamento della polizia

Il giornalista, scrittore e blogger organizza una protesta contro le nuove sanzioni su elemosina, “bivacco” e consumo di alcolici sul suolo pubblico
La "Marcia degli zaini" è prevista per il 21 dicembre
La "Marcia degli zaini" è prevista per il 21 dicembre (Adobe Stock - chalabala)

TRIESTE - Lo scrittore e giornalista Luigi Nacci organizza il 21 dicembre in Largo Barriera una manifestazione simbolica, la ‘Marcia degli zaini’, contro il nuovo regolamento della polizia locale di di Trieste.
«Volete multare chi si siede, si sdraia o bivacca in strada, in piazza, sui marciapiedi, sulle panchine, chi beve o fuma nei giardini pubblici, chi addirittura dà denaro ai mendicanti. E tutto questo in nome di un supposto decoro dell’ambiente urbano».

Il diritto di vivere la città col corpo
A sostegno della protesta, lo scrittore rivendica il diritto di «vivere la città col corpo», e quindi anche di sdraiarsi sulle panchine e prendere il sole sul Molo Audace, magari bevendo una birra e guardando il mare, comportamenti ora sanzionabili.
«Anche Saba si raffigura in strada – prosegue Nacci - seduto a mezza via godendosi una birra amara, dentro a una città, Trieste, che pullula di osterie, di covi di baldracche, di ubriachi, di garzoni che s’involano con le carriole, fracasso e canto, marinai che piangono nelle taverne, città simile a un ragazzaccio aspro e vorace, con un’aria tormentosa, una città viva, viva soprattutto grazie alle figure che la animano. Trieste è stata prospera quando regnava il disordine, quando ci vivevano almeno cinquantamila persone più di oggi ed era un ‘casino a cielo aperto’ ».

Istruzioni per partecipare
Il ritrovo è previsto alle 18 del 21 dicembre in largo Barriera, i partecipanti dovranno essere muniti di zaini per dirigersi insieme «verso il mare».
«Prendiamo ciascuno uno zaino e indossiamolo – esorta l’organizzatore - facciamoci viandanti e attraversiamo la città, sedendoci per terra o sulle panchine per riposare, per mangiare, bere, per incrociare sguardi senza fiatare, per non fare nulla. I viandanti sono creature di pace, abitano la strada senza esserne i padroni. Non sporcano, non lasciano tracce».