16 giugno 2019
Aggiornato 11:00
Dati dalle urne

Referendum: a Trieste vittoria schiacciante del No

A Trieste la minor affluenza in Regione. Roberti: «È tempo di dimissioni anche per Serracchiani». Cosolini: «Hanno votato per schieramenti, non per la riforma».
Il referendum costituzionale
Il referendum costituzionale

TRIESTE - A Trieste il No raggiunge il 63,51 percento e a Duino Aurisina il 59,81. A Monrupino e a Sgonico, invece, il diniego si è assestato intorno al 53 percento, mentre una ben più netta vittoria del No si è verificata a Muggia, quasi al 66 percento. Di poco inferiore San Dorligo, al 63. A Trieste si è registrata la minor affluenza a livello regionale (68 percento contro il 72,49 nel Fvg).

I pareri del centrodestra
Dal centrodestra arrivano i primi feedback. Per il vicesindaco leghista Roberti  è stata una vittoria annunciata perché la riforma andava a mettere in discussione l’autonomia stessa della regione. Ritiene inoltre che la disfatta di Renzi rappresenti, di riflesso, anche una bocciatura di Debora Serracchiani perché in Friuli Venezia Giulia il dato sui No è maggiore di quello nazionale.
Piero Camber vede come un segnale positivo la grande affluenza alle urne e la poca incidenza delle schede bianche o nulle, tuttavia immagina che nessuno degli attuali esponenti del Pd regionale abbandoni la poltrona come il premier.

Le dichiarazioni dal Pd
L’ex sindaco Cosolini ritiene che la scelta dei cittadini sia stata legata agli schieramenti politici e non all’effettivo contenuto della riforma o al territorio. Ciononostante vede come un buon segnale l’entusiasmo dimostrato dai volontari e dai sostenitori nella campagna per il Sì, che potrebbe rappresentare il motore per affrontare le avversità che il Pd ha di fronte in questo periodo.
Questa la dichiarazione della segretaria provinciale del Pd Adele Pino: «I numeri fotografano una scelta politica, non sul referendum e non legata al territorio. A Trieste però ha influito anche l'Unione che si era espressa per i No. Il Pd era solo contro tutti».