19 aprile 2021
Aggiornato 03:30
Il ritorno di uno spauracchio

Rigassificatore: commenti contrastanti dal Comune e dai partiti

Una comunicazione da Roma lascia interdetti tutti gli schieramenti in Consiglio comunale. Pino: “Tanto rumore per nulla”. Menis: “Grande confusione a destra e sinistra”

TRIESTE - Il tema del rigassificatore di Zaule torna a far parlare di sè: il ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio non nega la compatibilità ambientale del progetto e afferma che la procedura di avvio è ancora in corso. Questo, dopo che in ottobre il Consiglio Comunale aveva approvato una mozione contraria. Da una comunicazione firmata dal vicecapo di gabinetto del ministero Elena Lorenzini, emerge invece che non ci sono incompatibilità, nemmeno con il nuovo Piano regolatore portuale, di conseguenza la questione non è stata affatto archiviata anche se il Comune, congiuntamente alla Regione si sono espressi a sfavore del rigassificatore.
Nella discussione avvenuta durante un consiglio comunale il 20 dicembre, il consigliere leghista Polidori ha espresso indignazione per i messaggi dal ministero e ribadendo la posizione contraria della lega rispetto all’argomento.

Il parere del Pd
Minimizza la segretaria del Pd di Trieste Adele Pino, per la quale il centrodestra crea un problema inesistente, dovuto a una mera questione burocratica: «La competenza sulla costruzione dell’impianto non spetta più al ministero dell’Ambiente ma a quello dello Sviluppo economico, che la scorsa estate aveva confermato che il progetto non è strategico e quindi non entra nell’agenda di governo. Si era trattato non di una decisione piovuta dal cielo – osserva Pino – ma del frutto del lavoro portato avanti dal territorio, dagli enti locali, dalla Regione, dall’Autorità portuale, che hanno più volte manifestato la propria contrarietà all’opera, non compatibile con lo sviluppo del porto di Trieste».
Si ribadisce quindi la posizione del Pd: «Abbiamo sviluppato la nostra contrarietà al rigassificatore e abbiamo lavorato per contrastarlo, fino a quando la presidente Serracchiani e Roberto Cosolini hanno ottenuto dal Governo la sua cancellazione dall’agenda di governo».

Il parere degli M5S
Sarcastico il commento del pentastellato consigliere Menis: «Se il tema non fosse serio, sarebbe da ridere. Sul rigassificatore destra e sinistra hanno le idee confuse. Da una parte vediamo l'assessore comunale leghista, Luisa Polli, che sbaglia destinatario della sua missiva, interpellando il ministero dell'Ambiente invece di quello dello Sviluppo economico: si sa da tempo che il ministero dell'Ambiente ha già concluso il suo iter e che ora la palla è in mano a quello dello Sviluppo economico e alla Regione Friuli Venezia Giulia. Dall'altra – continua il consigliere - abbiamo la Serracchiani che fa orecchie da mercante e che se volesse potrebbe imporre al governo, nel suo ruolo di vice segretario del PD, di porre la parola fine a questo pericoloso progetto che solo il MoVimento 5 Stelle ha contrastato fin dall'inizio».