19 ottobre 2019
Aggiornato 21:30
L’11 gennaio all’ospedale di Cattinara

Volontari contro la contenzione fisica e farmacologica

Una pratica anticostituzionale, inefficace e invalidante, per cui la direzione infermieristica dell’Asuits ha pensato un’alternativa “sana”. Che richiede le energie del volontariato
Volontari contro la contenzione fisica e farmacologica
Volontari contro la contenzione fisica e farmacologica

TRIESTE - L’11 gennaio alle 9, nell’Aula Magna Rita Levi Montalcini dell’ospedale di Cattinara, avrà luogo l’incontro di sensibilizzazione  ‘Aiutateci ad aiutare’, organizzato da Maila Mislej, direttrice infermieristica dell’Asuits. Si parlerà di contenzione meccanica e farmacologica, pratica inefficace per la guarigione dai disturbi psichiatrici ma che infligge danni psicologici e fisici. Tra questi: traumi ossei, infezioni e piaghe da decubito. Molta letteratura scientifica dimostra che l’eliminazione della contenzione ha effetti benefici sulla cura del paziente, tuttavia si continuano ad applicare e prescrivere misure contenitive quasi come se rappresentassero una cura.

Trieste libera da contenzione
«Eliminare la contenzione è impegno etico, giuridico, deontologico, professionale, scientifico e di buon senso – spiega Maila Mislej - Trieste vanta, a livello nazionale ed internazionale, l‘orgoglio  di essere considerata una città libera da contenzione grazie all’impegno di un gruppo di lavoro interdisciplinare e intersettoriale che ha cercato e trovato la collaborazione di molti interlocutori a livello istituzionale tanto da aver eliminato tale pratica.  Su iniziativa della direzione infermieristica nel 2013 è nato il  sito aziendale: https://triesteliberadacontenzione.wordpress.com/  realizzato in collaborazione con l’Ordine dei medici di Trieste e che invitiamo a visitare».

Esiste un’alternativa
L’alternativa alla contenzione, che ha avuto grandi riscontri, è già collaudata e attuabile anche nella medicina intensiva e d’urgenza: assicurare al malato la presenza dei familiari nell’arco di tutte le 24 ore. Nel caso non esista una rete familiare, è molto difficile per il personale infermieristico non applicare misure contenitive. Per questo, l’appello della direttrice: «La direzione infermieristica chiederà, l’11 gennaio 2017, a tutte le associazioni di volontariato triestine di costituire un ‘Albo di volontari articolo 13 disponibili a realizzare turni di presenza nelle 24 ore nei due citati reparti nei casi in cui ciò dovesse essere necessario. Tale evenienza è imprevedibile sia nel tempo che nella quantità. In genere si tratta di pochi casi l’anno. Gli aderenti all’ Albo saranno anche formati per poter integrarsi con il personale dei reparti».