21 ottobre 2018
Aggiornato 03:30

Nuova disciplina per le concessioni demaniali delle aree marittime

Si tratta di una specie di riforma del settore, costruita attraverso il dialogo con i rappresentanti delle associazioni di categoria
L'assessore Francesco Peroni
L'assessore Francesco Peroni (Regione Friuli Venezia Giulia)

TRIESTE - Una nuova disciplina per le concessioni demaniali delle aree marittime: percorsi amministrativi più semplici e durata più estesa dei rapporti al fine di rendere maggiormente sostenibili gli investimenti. Inoltre la determinazione del canone, che verrà fissato autonomamente dall'amministrazione regionale, in osservanza ai principi della specialità. In definitiva una specie di riforma del settore, costruita attraverso il dialogo con i rappresentanti delle associazioni di categoria. Una collaborazione fra pubblico e privato, che fa della norma una proposta partecipata e condivisa. Questi i contenuti e i presupposti del disegno di legge approvato in via preliminare dalla giunta regionale del Friuli Venezia Giulia, su proposta dell'assessore a Finanze e Patrimonio, Francesco Peroni.

Si tratta delle nuove disposizioni che regoleranno il demanio idrico di proprietà regionale e quello statale gestito dalla stessa Regione. E proprio in quest'ultimo caso, sulle concessioni rilasciate con finalità turistico-ricreativa, la durata va da un minimo di 9 anni fino a un massimo di 40, doppiando i 20 previsti in precedenza.
Per quanto riguarda le aree di competenza comunale (su porzioni demaniali a infrastrutturazione più ridotta) le concessioni che attualmente hanno il limite dei 6 anni, con introito dei canoni da parte della Regione, verranno estese a un massimo di 9 anni, con introito del canone devoluto direttamente dai Comuni.
Un'altra novità importante introdotta dal provvedimento, e particolarmente attesa, è quella dell'indennizzo da riconoscere al concessionario uscente, il quale in molti casi si è dovuto impegnare in una significativa mole di investimenti su un bene non di sua proprietà per condurre al meglio la propria attività.

L'indennizzo verrà quantificato sulla base di una 'perizia asseverat' che farà capo a un professionista nominato dalla Regione. Il quantum verrà determinato considerando quattro fattori: gli investimenti autorizzati dall'Amministrazione regionale e non previsti nel disciplinare di concessione, i beni aziendali non ammortizzabili (non soggetti a degrado), i beni non ammortizzati (soggetti a degrado) e infine un'annualità dell'avviamento aziendale.
Di una legge organica che andrà a occuparsi delle concessioni a cui potranno concorrere espressioni «non solo del mondo imprenditoriale, ma anche dell'associazionismo», ha parlato Peroni, il quale ha citato, tra gli elementi qualificanti della nuova disciplina, proprio l'attenzione per le realtà associative senza fini di lucro, perseguita con l'introduzione di specifici criteri, ispirati alla promozione del ruolo sociale ed educativo e della pratica del diporto sostenibile.

L'assessore ha infine sottolineato come le scelte riguardanti il riconoscimento degli indennizzi, analogamente al raddoppio della durata massima delle concessioni e alla determinazione del canone a opera della Regione, in virtù delle differenze morfologiche dei territori costieri, testimonino «l'oggettiva riappropriazione di prerogative tipiche dell'autonomia del Friuli Venezia Giulia».