25 ottobre 2020
Aggiornato 21:00
Dal 6 gennaio

Con “Luci della ribalta”, Chaplin arriva al teatro Bobbio

Forse il film più famoso del maestro del tragicomico riadattato per il teatro da Eleonora Zacchi con con Antonio Salines, Marianella Bargilli e la regia di Giuseppe Emiliani

TRIESTE - ‘Luci della ribalta’, forse il più famoso film di Charlie Chaplin, approda al Teatro Bobbio di Trieste il 6 gennaio alle 20.30. La storia di un grande clown in declino, Calvero e del suo incontro con una bella e sfortunata ballerina, Teresa. I due s’incontrano, lui le salva la vita e, accogliendola in casa con pazienza e dedizione, riesce a restituirle l'uso delle gambe, ritrovando egli stesso una ragione di vita e il successo per entrambi. Un puro atto d’amore, con un finale dolce e amaro.

Il cast
Un traguardo raggiunto dopo lunghe trattative per acquisire dalla famiglia Chaplin i diritti teatrali, che ora si concretizza in questo spettacolo con Antonio Salines e Marianella Bargilli per la regia di Giuseppe Emiliani, l’adattamento teatrale di Eleonora Zacchi e le scene in 3D di Federico Cautero. Le musiche originali sono di Roberto Fia, compositore che ha collaborato con Morricone e Bacalov (con ‘Django’), fino a Piero Ciampi, passando per Lauzi, Morandi, Mina, Ranieri e Patty Pravo.
Tutti ricordano le musiche del film (tra le colonne sonore più famose di sempre) e la scena finale del "concertino comico" tra Charlie Chaplin e Buster Keaton. L’operazione è un autentico evento culturale-teatrale e meta-cinematografico, si avvale di un grande cast, una regia prestigiosa e l’adattamento teatrale, fedele e creativo, di Eleonora Zacchi. Il risultato è uno spettacolo di grande divertimento e commozione.

Parla il regista
«Mi emoziona l’idea di offrire l’opportunità al pubblico di rivedere a teatro una vicenda che appartiene all’immaginario collettivo – dichiara il regista Emiliani - È mia intenzione offrire al pubblico la possibilità di lasciarsi coinvolgere da una vicenda ricca di motivi che non hanno età: l’amore, le delusioni, la paura di non farcela, la voglia di riscatto, il desiderio di realizzare i sogni, lo sforzo di trovare un senso positivo all’esistenza e soprattutto il grande amore per il teatro che riesce a dare colore al grigiore della realtà.
«Il pubblico assisterà a uno spettacolo che, sia drammaturgicamente che visivamente, avrà un vivace montaggio cinematografico – assicura il regista - Sarà come vedere una vecchia pellicola in bianco e nero in cui inaspettatamente irrompe il colore, all’accendersi delle luci della ribalta. E quando la luce si spegnerà sull’ultimo ballo di Teresa restituita alla vita e all’arte da Calvero, resterà la sensazione forte che l’immaginazione è ‘il più grande giocattolo della felicità’ ».

Una riflessione
«Solo la fantasia creatrice accende il desiderio e restituisce il senso della vita – conclude Emiliani - alimentando il fuoco sotto la cenere. Perché, in fondo, pur nelle angosce e le difficoltà del quotidiano, l’immaginazione ci offre la consapevolezza che ‘nulla finisce, cambia soltanto’. Non resta che esserne consapevoli e non smettere di credere che la vita possa sorprenderci ancora. Per una nuova, lucente, ennesima ribalta».
Le repliche dello spettacolo proseguiranno al Bobbio fino a mercoledì 11 gennaio.