1 giugno 2020
Aggiornato 01:00
Un caso non isolato

M5S segnala contratti “capestro” e affitti irregolari al Tiare di Villesse

Imprenditrice friulana sporge denuncia, Gdf rileva falsa qualificazione giuridica nella locazione. Sergo: “Basta aprire centri commerciali che non rispettano la legge e diventano trappole per i nostri imprenditori”
Barbara Nadale, Cristian Sergo e Andrea Ussai
Barbara Nadale, Cristian Sergo e Andrea Ussai Diario di Trieste

TRIESTE – Contratti d’affitto irregolari con clausole ‘capestro’: queste le condizioni imposte dalla Villesse Shopping Center ai negozianti del centro commerciale Tiare. Lo ha segnalato l’imprenditrice Barbara Nadale ai consiglieri regionali del Movimento 5 stelle Cristian Sergo e Andrea Ussai, che hanno indetto per l’occasione una conferenza stampa a Trieste, allo scopo di segnalare un problema diffuso sia in regione che nel territorio nazionale.
La Nadale Fashion è un’attività di moda all’ingrosso che si occupa di accessori, e nel 2013 ha ricevuto dall’azienda proprietaria del Tiare un locale vuoto, senza collegamento telefonico né vetrine (costruite a spese della Nadale stessa per centinaia di migliaia di Euro). Oltre a questi problemi la titolare aveva anche denunciato malfunzionamenti all’impianto idrico e alle fognature, ma l’unica risposta dalla controparte era stata un ordine di sfratto per mancato pagamento della retta mensile.

Falsa qualificazione giuridica
La Guardia di finanza, in seguito alla segnalazione, ha inoltre rilevato una grave irregolarità: un contratto di locazione commerciale camuffato da affitto di ramo d’azienda. Quest’ultimo prevede tutele minori ma si applica ad attività già avviate (è stata anche dichiarata una falsa 'voltura'), mentre la Nadale Fashion era appena stata fondata e avrebbe dunque avuto diritto alla locazione commerciale,con un locale già attrezzato all’uso. La questione è stata sottoposta anche al tribunale di Gorizia, all’attenzione del pubblico ministero Valentina Bossi che (alla luce del rapporto del Maresciallo Capo della Tributaria di Gorizia) ha parlato chiaramente di «Contratto-capestro e falsa qualificazione giuridica, molto probabilmente con dolo. Motivi per i quali la Nadale Fashion è la sola parte legittimata a recedere il contratto».
Inoltre la formula ‘ramo d’azienda’ avrebbe dovuto tutelare i dipendenti impegnati nell’attività anche dopo la chiusura della stessa, per reimpiegarli nell’azienda in subentro. Questa situazione non si è verificata, mettendo in pratica, ancora una volta, le condizioni della semplice locazione commerciale.

Le ‘sirene’ dei centri commerciali
«Assistiamo ancora una volta a un fenomeno tipico dei centri commerciali italiani – dichiara Sergo – i contratti mettono in ginocchio gli imprenditori e sono favorevoli solo per una delle parti, con condizioni che variano a seconda delle esigenze di quest’ultima. È noto a tutti che il Tiare è stato costruito in tempi troppo brevi e con lavori estremamente approssimativi, per cui ditte e fornitori reclamavano i pagamenti fino a pochi mesi fa».
«Di questi tempi - continua Sergo - tutti vogliono investire nei centri commerciali, c’è l’intenzione di aprirne uno a Latisana e di raddoppiare l’area commerciale a Palmanova, ma è evidente che già nelle realtà esistenti molti locali sono sfitti perché ci sono dinamiche di sfruttamento e la legge non viene rispettata. Spesso questi centri sono delle ‘sirene’ che promettono sogni ai commercianti, e invece vendono incubi. Per fortuna gli imprenditori del Fvg non chinano la testa e per questo sono degni di ammirazione».

In attesa delle conseguenze
«Mi auguro che questo non capiti ad altri imprenditori – commenta Nadale – per fortuna Christian Sergo e il M5S si sono dimostrati attenti al problema e si sono prodigati per portarlo alla luce. Adesso non c’è una vera e propria sentenza ma le istituzioni e in particolare la Gdf si sono rivelate molto competenti e disponibili. Le irregolarità riscontrate nelle indagini sono adesso al vaglio della procura, e avranno delle conseguenze».
Una causa simile è in corso anche al Fidenza Village di Parma, e anche dalla risoluzione di questa dipende il destino della Nadale Fashion, che a quanto riporta la titolare viene condiviso anche da molti altri negozi del Tiare. «Il problema è nazionale – dichiara infine Ussai – questa non è più una repubblica fondata sul lavoro ma sui voucher, e per questo la tutela degli imprenditori e i dipendenti è al centro del programma degli M5S. Nei prossimi giorni il nostri deputato Claudio Cominardi sottoporrà la questione al governo gentiloni».