20 luglio 2019
Aggiornato 05:00
Sanità a Trieste

Pd: La riforma sanitaria è giusta, centrodestra strumentalizza

Pino: “I Cap hanno bisogno di tempo per essere avviati”. Cogliati: “Aumento affluenze al pronto soccorso non dipende da noi”
Adele Pino
Adele Pino Diario di Trieste

TRIESTE –  Dopo la mozione presentata dal consigliere forzista Piero Camber sulle attività del pronto soccorso e dei Cap, la segretaria del Pd di Trieste Adele Pino ribatte alle critiche del centrodestra sull’inefficienza delle nuove strutture: «il centrodestra è un disco rotto e stonato: fanno la solita strumentalizzazione politica, in particolare sul pronto soccorso. La riforma sanitaria va nella giusta direzione, ma, come ogni riforma strutturale vera, che incide anche sulla cultura aziendale, necessita di tempo per dare i suoi frutti».

Critiche strumentali
«Le critiche del centrodestra sono strumentali – continua la segretaria - perché si sa che i problemi del pronto soccorso di Trieste non sono nati ieri, e sono gli stessi dei pronto soccorso di tutta Italia. Le soluzioni organizzative territoriali utili a ridurre gli accessi, migliorando la presa in carico domiciliare, proposti dalla riforma sanitaria regionale, sono in linea con quanto si sta cercando di fare in tutte le regioni italiane. Ovviamente l’obiettivo non è impedire l’accesso in ospedale, ma renderlo non necessario migliorando la salute delle persone, e questo richiede tempo e impegno».

Alcuni dati
Maria Grazia Cogliati Dezza, responsabile sanità e welfare del Pd di Trieste, riporta statistiche nazionali: «Dal 2010  si è assistito a un trend di significativo calo degli accessi in pronto soccorso, mentre si è registrato un aumento nel 2016, prevalentemente nei primissimi mesi dell’anno. Tale aumento risulta in linea con quanto accade nei pronto soccorso della regione e d’Italia. Andando a informarsi e a leggere il dato con la necessaria serietà, ci si accorge che la gran parte dell’aumento degli accessi è legata a quei codici, i rossi e i gialli, relativi a problemi di salute gravi o gravissimi per i quali è assolutamente necessario l’invio in pronto soccorso. Inoltre l’aumento degli accessi per gran parte è relativo a persone molto anziane; nel 2016 l’indice di vecchiaia a Trieste è nettamente aumentato, passando da 250 del 2015 a 254 del 2016».

Centri di assistenza primaria
«Quanto ai Centri di assistenza primaria Cap – spiega Cogliati - inaugurati alcuni giorni fa e in corso di attivazione, vanno a sviluppare, in linea con la riforma sanitaria, quei servizi territoriali che, a Trieste, da tempo sono attivi ed efficaci, ben conosciuti dai tanti triestini che ogni giorno li utilizzano. Servizi che, come i Cap, nel corso dell’anno, verranno ulteriormente implementati. Creare allarmi ingiustificati non dovrebbe essere nel Dna di una buona politica, specialmente quando l’argomento è la salute di tutti i cittadini della nostra città e la credibilità delle istituzioni sanitarie che quella salute devono garantire».

Mali stagionai
Esistono anche questioni stagionali di salute pubblica, come precisa Lorenzo Cociani, referente sanità e welfare del Pd Fvg: «In queste settimane abbiamo assistito a una delle peggiori epidemie influenzali degli ultimi anni, che ha colpito anche molti anziani e persone fragili. I picchi, assolutamente imprevedibili, hanno causato un’ondata eccezionale di accessi in pronto soccorso e di ricoveri e, in generale, una pressione sulla sanità triestina enorme. L’Azienda sanitaria ha gestito l’emergenza – sottolinea Cociani - ricevendo tutto il sostegno e le risorse necessarie dalla Regione, coinvolgendo gli operatori e rafforzando i servizi, pur scontrandosi con la difficoltà nel reperire personale aggiuntivo. Nonostante la situazione di difficoltà la risposta è stata adeguata e garantita anche questa volta a tutti i cittadini».