22 ottobre 2018
Aggiornato 03:30

Porto Vecchio: l'88% dei cittadini la ritiene un'opportunità di rilancio

La prossima tappa "entro un paio di settimane", come ha annunciato la presidente Serracchiani, sarà quella della firma del protocollo operativo per definire i ruoli attuatori fra Autorità portuale, Comune e Regione
La presidente Serracchiani all'incontro su Porto Vecchio
La presidente Serracchiani all'incontro su Porto Vecchio (Regione Friuli Venezia Giulia)

TRIESTE - «Le realizzazioni delle opere legate al riuso del Porto vecchio di Trieste rappresentano un progetto di respiro internazionale. Per questo motivo, dopo i 50 milioni stanziati dal ministero della Cultura, abbiamo contattato la Banca europea per gli investimenti al fine di reperire altre importanti risorse».
Con queste parole la presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, è intervenuta a Trieste alla presentazione dei risultati dell'indagine commissionata da Confindustria Venezia Giulia alla Swg sull'opinione dei triestini in ordine al recupero del Porto vecchio. Sondaggio in base al quale l'88% degli intervistati ritiene che l'operazione possa essere un trampolino di lancio per la città. Un altro dato emerso è quello della corruzione, il cui rischio viene valutato molto probabile quasi dal 50% del campione.

A tal riguardo la presidente ha voluto rassicurare la platea ricordando quanto fatto per un'altra grande opera del Friuli Venezia Giulia: la realizzazione della Terza corsia autostradale, per la quale è stato sottoscritto un protocollo di legalità tre anni fa tra le Prefetture di Treviso, Udine e Venezia, la stessa presidente Serracchiani in veste di commissario, il concessionario Autovie Venete e il contraente generale. Un documento concretamente finalizzato ad una più incisiva prevenzione dei tentativi di infiltrazioni criminose negli appalti, i cui contenuti potrebbero essere declinati anche per lavori del Porto Vecchio.
Ma il parallelismo con la Terza corsia si estende anche alla parte economica, individuando proprio nel cambio di strategia adottato rispetto alla precedente legislatura, ovvero nel reperimento di risorse esterne al bilancio regionale, un modus operandi applicabile anche per il Porto vecchio ricercando fondi nazionali ed europei.

Per qual che riguarda i tempi dell'iter, Serracchiani ha evidenziato l'accelerazione impressa in questi ultimi due anni: dall'emendamento per la sdemanializzazione deliberato all'interno della legge di Stabilità, allo spostamento dei punti franchi, fino alla consegna dell'area al Comune e passando per i 50 milioni ottenuti dalla Regione dal Governo Renzi finalizzati all'inizio delle prime opere.
La prossima tappa «entro un paio di settimane», come ha annunciato la presidente, sarà quella della firma del protocollo operativo per definire i ruoli attuatori fra Autorità portuale, Comune e Regione.
Infine la presidente, illustrando gli interventi legati ai 50 milioni, si è soffermata sulla ristrutturazione del pontone galleggiante Ursus «destinato a diventare, non solo il simbolo del Porto vecchio, ma la foto della città».