19 aprile 2021
Aggiornato 05:00
Sanità

Ussai (M5S): “Delli Quadri contro taglio posti letto dimostra il fallimento della riforma sanitaria”

A Trieste dalla Regione si annunciava un taglio di 156 posti letto, ma il direttore Asuits ha opposto rifiuto. I pentastellati contestano i numeri del “meno ospedale più territorio”

TRIESTE - Un taglio di 286 posti letto per acuti, di cui 156 solo a Trieste: questo prevedeva la riforma sanitaria in una città con la popolazione più anziana della regione. Fatto, questo, a cui si era opposto il Movimento 5 Stelle regionale, e che avrebbe visto quindi un passaggio da 764 a 608 posti letto nonostante la presenza media a Cattinara e al Maggiore fosse di 676 posti. Il direttore generale Nicola delli Quadri ha opposto un rifiuto a un’ulteriore riduzione di posti letto, decidendo di porre uno sbarramento agli attuali 674 posti. «È sicuramente un atto di responsabilità da parte del direttore – dichiara Andrea Ussai, consigliere regionale pentastellato - che però non fa altro che confermare le nostre critiche a una riforma sanitaria palesemente sbagliata e poco condivisa»

La riforma
Tra gli obiettivi della riforma c’era quello di avere 3 posti letto per acuti ogni 1000 abitanti, anche se nel sistema sanitario francese, considerato tra i migliori al mondo, si prevedono 6,3 posti letto ogni 1000 abitanti e nel sistema tedesco addirittura 8,3. In questo senso la giunta Serracchiani puntava a essere la prima regione in Italia a recepire i nuovi standard ospedalieri nazionali.

Meno ospedale, più territorio
«Il mantra ‘meno ospedale e più territorio’ – commentano i 5 stelle - non ammetteva sconti. Si è voluto quindi tagliare iniziando dall’ospedale per poi accorgersi che non erano stati previsti posti letto a sufficienza nelle strutture intermedie del territorio e negli ospedali! Non si può dire che non fossero stati avvisati: i nostri emendamenti di buon senso, che prevedevano che il recepimento degli standard fosse subordinato ‘all’appropriatezza del setting terapeutico e al suo successivo monitoraggio’, infatti sono stati tutti bocciati. Ci auguriamo - concludono - che la giunta Serracchiani inizi ad ammettere i propri errori perché solamente così potrà incominciare a porvi rimedio».