29 giugno 2017
Aggiornato 04:00
A fare gli onori di casa Oscar Farinetti

Eataly: Serracchiani, apertura 'ventosa' in perfetto stile triestino

Nonostante il gran freddo, erano in tanti i cittadini in fila all'esterno ben prima del taglio del nastro. "Sarà una grande opportunità per questa città", ha assicurato la governatrice

Il taglio del nastro di Eataly Trieste (© Regione Friuli Venezia Giulia)

TRIESTE - «La città di Trieste ha accolto questo luogo dell'enogastronomia, della cultura e dello star bene italiano nel migliore dei modi e con la sua immagine più bella». Con queste parole la presidente del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, ha salutato l'inaugurazione ufficiale di Eataly, il prestigioso store che sorge al posto dell'ex magazzino vini, in una giornata contraddistinta da una bora fortissima che ha offerto lo spettacolo dei suoi refoli sul golfo attraverso la vetrata del nuovo centro enogastronomico.

Riferendosi al fatto che lo store di Trieste è esplicitamente dedicato al vento, la presidente ha osservato che «non si poteva intestarlo nel modo migliore», in una giornata spazzata da raffiche che non si registravano da tempo. Proprio all'ingresso dell'edificio si legge che «il vento buono ha portato Eataly a Trieste». Nonostante il gran freddo, erano in tanti i triestini in fila all'esterno ben prima del taglio del nastro in programma alle 11 che, oltre a Serracchiani, ha visto presenti, tra gli altri, l'assessore regionale alle Risorse agricole, Cristiano Shaurli, il sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza, e l'arcivescovo di Trieste, Giampaolo Crepaldi. 

A fare gli onori di casa Oscar Farinetti, il patron di Eataly, che ha accompagnato le autorità in un giro sui due piani della struttura, mentre proseguiva ininterrotto l'afflusso di visitatori, curiosi di scoprire gli scaffali di uno dei nuovi templi dell'enogastronomia italiana. «Sarà una grande opportunità per questa città - ha concluso Serracchiani - e l'occasione di cogliere un'utenza che auspichiamo essere molto larga, con visitatori da altri Paesi e da tutti la regione, in modo che questo diventi un luogo della cultura dell'intero Friuli Venezia Giulia».