21 maggio 2018
Aggiornato 05:00
stanziamento ministeriale di 50 milioni di euro

Porto Vecchio: Serracchiani, Ursus parte integrante recupero area

Il recupero del pontone galleggiante Ursus è parte costitutiva della valorizzazione degli spazi culturali del Porto vecchio,potrebbe integrarsi armonicamente con il futuro Polo museale e giungere l'incrociatore lanciamissili Vittorio Veneto in disarmo dal 2006

TRIESTE - Il recupero del pontone galleggiante Ursus è parte costitutiva della valorizzazione degli spazi culturali del
Porto vecchio, sostenuta concretamente dallo stanziamento ministeriale di 50 milioni di euro alla Regione. Inoltre, ad
integrarsi armonicamente con il futuro Polo museale, potrebbe giungere l'incrociatore Vittorio Veneto. Questo il concetto riaffermato a Trieste dalla presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, nel corso dell'incontro con Fabrizio Pertot e Roberto De Gioia, rispettivamente presidente e vicepresidente della Guardia costiera ausiliaria regionale, società di fatto proprietaria dell'Ursus.

Entro un paio di settimane, come ha sottolineato Serracchiani, l'iter procedurale farà un altro significativo passo in avanti con la sottoscrizione del protocollo operativo per individuare, fra Regione, Autorità portuale e Comune, i soggetti attuatori delle opere. Lavori che riguarderanno, oltre all'Ursus, il Polo museale, la viabilità interna, il trasferimento in Porto vecchio del Centre for Genetic Engineering and Biotechnology (Icgeb) e il recupero dell'immobile detto La locanda.
Per quel che riguarda l'incrociatore lanciamissili Vittorio Veneto, in disarmo dal 2006, è stato riferito di un impegno da
parte del ministero della Difesa per la sua bonifica e messa in sicurezza, mentre spetterebbero poi alla Regione gli oneri per l'adeguamento a spazio museale.

Da parte loro, Pertot e De Gioia, hanno ripercorso la storia che ha portato l'Ursus ad essere di proprietà della Guardia costiera ausiliaria regionale, ricordando quando il pontone, all'epoca di proprietà di Fincantieri, stava per essere demolito. «In quel momento - ha detto De Gioia - per salvare un simbolo di Trieste ci siamo attivati con l'obiettivo di conservarlo e costruire le basi per una sua ristrutturazione a fini culturali e turistici».
«Siamo felici - ha affermato ancora De Gioia - che lo storico pontone diventi parte di un'area della città che nel suo
complesso rappresenterà un'offerta di grande attrattività turistica a livello internazionale»
.
I due rappresentati della Guardia costiera ausiliaria hanno infine formulato alla presidente della Regione l'invito «non
appena le condizioni atmosferiche lo consentiranno»
a salire a bordo del pontone per rafforzare il convincimento del valore storico e culturale dell'Ursus, oltre che per incontrare i volontari che lo hanno custodito.