21 ottobre 2018
Aggiornato 04:00

Il Tar dà ragione al Comune sui vaccini

Respinto il ricorso presentato nelle settimane scorse da due famiglie contro la deliberazione del Consiglio comunale che ha introdotto l'obbligo delle vaccinazioni quale requisito d'accesso ai nidi e alle scuole dell'infanzia
Il Tar dà ragione al Comune di Trieste
Il Tar dà ragione al Comune di Trieste (Diario di Trieste)

TRIESTE – Il Tar per il Friuli Venezia Giulia ha respinto il ricorso presentato nelle settimane scorse da due famiglie contro la deliberazione del Consiglio comunale di Trieste che ha introdotto l'obbligo delle vaccinazioni quale requisito d'accesso ai nidi e alle scuole dell'infanzia comunali e convenzionate. Lo si apprende dall'assessore comunale all'educazione, Angela Brandi, e dal direttore generale dell'Azienda sanitaria universitaria di Trieste, Nicola Delli Quadri.

Le motivazioni del Tar
Nelle motivazioni della sentenza, come riporta l’Ansa, il Tar sottolinea che in Italia l'obbligo di vaccinazione (antidifterica, antitetanica, antipoliomielitica e anti epatite B) non è mai stato abrogato e che «si è solo consentita una specie di obiezione di coscienza nel senso che ove i genitori, contrariamente all'obbligo di legge, scelgano di non vaccinare i propri figli, ciò non presenta conseguenze negative per quanto riguarda l'iscrizione dei pargoli alla scuola dell'obbligo». Per il Tar, inoltre, «la libera e responsabile scelta di non vaccinare i bimbi, che comunque si pone contro la legge vigente, comporta delle inevitabili conseguenze, tra cui l'impossibilità di iscrizione agli asili comunali» laddove l'amministrazione comunale adotti «una norma di prevenzione e precauzione in materia della salute che il Comune, nel regolamentare l'accesso ai propri asili, può legittimamente definire e disciplinare». Nel riconoscere la legittimità della scelta del Comune di Trieste, il Tar evidenzia che «non è in discussione la potestà genitoriale, ma come quest'ultima deve cedere il passo all'interesse generale. L'iscrizione a un asilo - aggiungono i giudici amministrativi - comporta di necessità la convivenza dei bambini in un ambiente ristretto, per cui la mancanza di vaccinazione, per un elementare principio di precauzione sanitaria, si ripercuoterebbe sulla salute degli altri, anche quelli con particolare debolezze e fragilità immunitarie» per cui «il pur rispettabile e tutelabile interesse individuale deve regredire rispetto all'interesse pubblico, in particolare ove si tratti di tutela della salute».

La posizione della Regione Fvg
«L'amministrazione regionale accoglie con attenzione la decisione del Tar, continuando nel percorso informativo per comunicare alla popolazione i rischi legati a una mancata vaccinazione con l'obiettivo di dissipare i dubbi che i genitori a volte possono avere». Queste le parole dell'assessore alla Salute del Friuli Venezia Giulia, Maria Sandra Telesca. «Allo stesso tempo - ha spiegato l'assessore - vanno avanti anche le azioni sui medici e sui pediatri al fine di incrementare le adesioni ai vaccini: il risultato, infatti, si raggiunge meglio se i padri e le madri agiscono consapevolmente e con convinzione e non solo perché obbligati». «Il Comune di Trieste - ha concluso Telesca - è sostenuto dall'Azienda sanitaria universitaria di Trieste e dalla Regione nella tutela della salute pubblica perché questo è un impegno prioritario di tutte le istituzioni».