16 agosto 2018
Aggiornato 16:00

Celebrata la Giornata regionale della polizia locale

"Il 2016 è stato un anno di intenso lavoro sulle politiche della sicurezza da parte della Regione", ha affermato l'assessore Panontin
L'assessore Panontin durante la cerimonia a Trieste
L'assessore Panontin durante la cerimonia a Trieste (Regione Friuli Venezia Giulia)

TRIESTE - «Il 2016 è stato un anno di intenso lavoro sulle politiche della sicurezza da parte della Regione rispetto a un settore, quello della Polizia locale, che richiede un'attenzione continua e i cui operatori rappresentano sul campo le istituzioni a diretto e quotidiano contatto con i cittadini». Così si è espresso l'assessore regionale alle Autonomie locali,
Paolo Panontin, intervenendo all'8. edizione della Giornata regionale della polizia locale svoltasi a Trieste, nella caserma di via Revoltella, dopo la celebrazione di San Sebastiano, patrono del corpo, nella cattedrale di San Giusto.

Ora ci sarà il passaggio nelle Uti
Panontin ha tratto nell'occasione un bilancio a otto anni dall'entrata in vigore della legge regionale di settore, il cui aggiornamento si è reso necessario dopo l'approvazione della legge 10 del 2016, alla luce della quale l'esercizio in forma associata delle funzioni di Polizia locale compete ora alle Uti. Proprio le Unioni territoriali intercomunali determineranno le competenze delle proprie unità organizzative e «potranno dare risposta alle esigenze funzionali anche dei Comuni più piccoli - ha rilevato l'assessore - con un positivo impatto, grazie all'autonomia, anche sul problema del ricambio generazionale».
Panontin ha ricordato che con la legge regionale 20, a partire dal 2018, il numero minimo degli operatori per la costituzione del Corpo di polizia locale dell'Uti viene portato a 12, con l'eccezione delle Uti composte dai Comuni montani (dove è previsto un minimo di 8).

L'attività svolta nel 2016
Per quanto riguarda l'attività 2016, accanto al monitoraggio dei patti locali per la sicurezza urbana finanziati nel 2014 e la proroga di un anno delle convenzioni con le Prefetture, Panontin ha evidenziato l'erogazione dei 2,5 milioni previsti dal programma sicurezza 2015, dei quali oltre 1,5 milioni destinati a interventi infrastrutturali e il resto a interventi di parte corrente, per la realizzazione di 27 progetti presentati da 12 Comuni singoli, e 15 forme collaborative.
«Il Programma 2016, a sua volta - ha affermato Panontin - ha voluto garantire, per la prima volta e in maniera concreta, maggiore sicurezza ai cittadini del Friuli Venezia Giulia trasferendo ai Comuni dotati di un Corpo di polizia Locale le risorse per rimborsare le spese sostenute dai privati per l'acquisto, l'installazione e l'attivazione di sistemi di sicurezza a protezione delle abitazioni del loro nucleo familiare».
Resta fondamentale, ha assicurato l'assessore, l'impegno sulla formazione, «organizzata ripartendo il modo equilibrato i corsi sul territorio» e forte della collaborazione con il Corpo forestale regionale.
Dalla terrazza della caserma triestina Panontin ha, infine, ringraziato «a uno a uno i mille volontari che nella nostra regione operano quotidianamente a costo zero come presenze rassicuranti per la sicurezza dei cittadini».