29 marzo 2020
Aggiornato 11:30
La presentazione a Vienna

Porto Ts: D'Agostino, concreto interesse partner Austria

Nel 2016 confermato primo scalo italiano e ora anche primo porto ferroviario: crescita del 4 per cento movimentando oltre 59 milioni e 200 mila tonnellate di merce
Un'immagine del Porto di Trieste
Un'immagine del Porto di Trieste Diario di Trieste

TRIESTE - "Va riconsolidato un rapporto che si basa sulla storia, su relazioni forti tra territori: su questo comune patrimonio costruiremo il futuro del Porto di Trieste, opportunità che ho potuto constatare un concreto interesse tra tutti i partecipanti». Lo ha dichiarato il presidente dell'Autorità di sistema del mare Adriatico orientale (Adsp) Zeno D'Agostino, al termine del convegno di presentazione del Porto di Trieste, organizzato a palazzo Metternich, sede dell'Ambasciata d'Italia dall'Autority portuale in sinergia con la Regione Fvg e la Camera di commercio Italo-Tedesca.

Il convegno, aperto dall'ambasciatore d'Italia a Vienna Giorgio Marrapodi, dal segretario generale della Camera di commercio Italo-Tedesca Alessandro Marino e dalla presidente del Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani, è stato l'occasione per illustrare le potenzialità dello scalo di Trieste - al 14mo posto nella classifica dei primi 20 porti europei - a un'ampia platea di soggetti istituzionali e privati austriaci interessati a sviluppare investimenti, indotto e volume di affari.
Il presidente dell'Adsp D'Agostino ha presentato nell'occasione i primi dati a consuntivo del 2016: il porto è cresciuto complessivamente del 4% movimentando oltre 59 milioni e 200 mila tonnellate di merce. «Consolidiamo con questo dato il primo posto nazionale in termini di tonnellate e raggiungiamo un secondo record: siamo il primo porto ferroviario italiano per numero di treni (7.631 con un incremento del +27,61) e l'unico scalo con treni diretti e frequenti su percorrenza internazionale», ha ricordato D'Agostino.

Sono 80 le connessioni ferroviarie dirette attivate tra porto e principali nodi dell'Austria: oltre a Vienna, Graz, Salisburgo, Villacco, Wolfurt, Wels, Linz.
Nella sua relazione D'Agostino ha illustrato tutto  l'impegno dello scalo per potenziare la tecnologia e investire sui processi innovativi ICT per aumentare sicurezza, tracciabilità e efficienza del lavoro portuale e per lo sviluppo dei servizi ferroviari intermodali. Due asset che si vanno ad aggiungere ai già noti vantaggi competitivi dello scalo giuliano: l'essere porta di accesso preferenziale dell'Europa, rispetto agli scali del Nord, verso i mercati del Far East visto il risparmio netto in miglia percorse e tempi di consegna per raggiungere il Canale di Suez; il regime di punto franco; la profondità dei fondali; il futuro ruolo di snodo del corridoio Mediterraneo ma soprattutto Adriatico Baltico.