25 ottobre 2020
Aggiornato 20:30
Dal 10 febbraio

Fincantieri estende la sanità integrativa anche a chi unito civilmente

Il gruppo navalmeccanico, Fim, Fiom e Uilm hanno firmato un'intesa in base alla quale la copertura delle prestazioni sanitarie integrative, finora previste per i dipendenti, saranno estese anche ai compagni

TRIESTE - Dal 10 febbraio le unioni civili entrano a pieno titolo nell'assistenza sanitaria integrativa aziendale della Fincantieri, uno dei più grandi costruttori di navi al mondo con circa 20 mila dipendenti. A darne notizia l'agenzia Ansa. Il gruppo navalmeccanico, Fim, Fiom e Uilm hanno firmato un'intesa in base alla quale la copertura delle prestazioni sanitarie integrative, finora previste per i dipendenti, saranno estese - come riporta l'agenzia - non solo al coniuge ma anche a compagno (o compagna) unito civilmente fiscalmente a carico del lavoratore, ai figli, anch'essi fiscalmente a carico e anche se non conviventi, nonché ai figli fiscalmente non a carico purché conviventi, senza limiti di età.

L'estensione avverrà senza alcun onere per il lavoratore
L'intesa è stata sottoscritta in applicazione del contratto integrativo aziendale dello scorso 24 giugno e prevede che siano garantite, con contributo dell'azienda (280 euro a testa), prestazioni sanitarie e assistenziali, aggiuntive a quelle attuali, per una copertura più completa e diversificata rispetto al Servizio Sanitario Nazionale.