26 agosto 2019
Aggiornato 00:00
Enti locali

Uti: Vito, Cisint declassa Monfalcone da capitale del mandamento

L'assessore spiega: "Il Comune, una volta determinata in piena autonomia la propria appartenenza all’Unione, e approvato il relativo statuto, ne resta vincolato per legge"
L'assessore Sara Vito
L'assessore Sara Vito Regione Friuli Venezia Giulia

MONFALCONE - «La scelta dell’amministrazione municipale di abbandonare l’Unione territoriale intercomunale, oltre a essere un atto nullo e inefficace, rappresenta sul piano morale uno schiaffo ai cittadini di Monfalcone la cui maggioranza nell’ultimo referendum aveva detto sì al progetto della Città Comune». Così l’assessore regionale all’Ambiente Sara Vito a seguito della delibera del Consiglio comunale di Monfalcone (Gorizia) per l’uscita dall’Uti Carso -Isonzo – Adriatico.

«La norma parla chiaro - ha spiegato Vito -: il Comune, una volta determinata in piena autonomia la propria appartenenza all’Unione, e approvato il relativo statuto, ne resta vincolato per legge. Quindi la 'fuoriuscita' di Monfalcone dall’Uti di appartenenza è un provvedimento nullo e dunque non idoneo a produrre effetti". «La sindaca Cisint – ha detto ancora l’assessore - ha dimostrato di subire una grave sudditanza nei confronti dei diktat della Lega nord, marcando anche una differenza, in negativo, con quanto sta facendo Dipiazza a Trieste il quale, pur da una posizione di centrodestra, ha finora resistito alle pressioni padane rispettando il patto federativo dell’Unione».

«Ma – ha aggiunto l’assessore - questa irresponsabile scelta della maggioranza di centrodestra è l’espressione di una sconfortante volontà rinunciataria rispetto al primato di Monfalcone quale capitale del mandamento. Cisint e la Lega offrono l’immagine di una città chiusa in un angolo, che ha abdicato al ruolo di protagonista della sinistra Isonzo che le compete. E' una concezione coerente con l'ideologia leghista che - ha concluso Vito - vorrebbe costruire una regione di recinti».