22 ottobre 2019
Aggiornato 21:30
Mobilità e ambiente

Audizione di De Monte e Danielis sui trasporti a basse emissioni

Gli obiettivi a lungo termine sono: la riduzione, entro il 2030, del 20% delle emissioni di gas a effetto serra rispetto al 2008; la riduzione, entro il 2050, del 60% delle emissioni di gas a effetto serra rispetto ai livelli registrati nel 1990
Audizione di De Monte e Danielis sui trasporti a basse emissioni
Audizione di De Monte e Danielis sui trasporti a basse emissioni Regione Friuli Venezia Giulia

TRIESTE - Audizione, in IV Commissione consiliare regionale presieduta da Vittorino Boem (Pd), in merito
alle proposte contenute nel programma di lavoro 2017 della Commissione europea nel settore dei trasporti a basse emissioni con l'europarlamentare Isabella De Monte, componente della Commissione europea Trasporti e Turismo, e con Romeo Danielis, docente del dipartimento di Scienze economiche dell'Università di Trieste.

«Nei trasporti - ha esordito la De Monte - la componente su strada è la causa di oltre il 70% delle emissioni. Gli obiettivi a lungo termine sono: la riduzione, entro il 2030, del 20% delle emissioni di gas a effetto serra rispetto al 2008; la riduzione, entro il 2050, del 60% delle emissioni di gas a effetto serra rispetto ai livelli registrati nel 1990. Guardando ai livelli di inquinamento atmosferico tra gli Stati membri nel periodo 1990-2013, l'Italia si pone tra coloro (Finlandia e Slovacchia) che non li hanno ridotti ma neppure aumentati, mentre la Lituania risulta la più virtuosa e il Lussemburgo il peggiore con il maggiore aumento di emissioni».

Quanto alle novità, l'europarlamentare ha parlato delle proposte di risoluzione approvate dal Parlamento europeo in merito all'utilizzo e stoccaggio del gas naturale liquefatto (Gnl) quale combustibile alternativo, ma soprattutto in riferimento a una strategia per l'aviazione in Europa (il settore aereo gode di grande attenzione - ha sottolineato la De Monte) dove si sottolinea la necessità di ridurre le emissioni legate alle attività operative presso gli aeroporti e continuare a finanziare programmi come Sesar (Single European Sky Atm Research) che mirano a riconsiderare completamente lo spazio aereo europeo e il suo sistema di gestione del traffico aereo (Atm - Air Traffic Management).

De Monte ha proseguito illustrando i principali dossier sempre accolti recentemente dal Parlamento europeo riferiti ai porti che fanno parte della rete trans-europea dei trasporti; alla pianificazione strategica del sistema aeroportuale europeo, con la necessità di creare un "cielo unico europeo"; al IV Pacchetto ferroviario con le relative direttive sulla sicurezza, sui servizi ai passeggeri e sulla normalizzazione dei conti delle aziende ferroviarie; al dumping sociale (pratica di alcune imprese, soprattutto multinazionali, di localizzare la propria attività in aree in cui possono beneficiare di disposizioni meno restrittive in materia di lavoro o in cui il costo del lavoro è inferiore) con l'intensificazione dei controlli alle norme in materia di orari di lavoro e contro il cabotaggio.

E ha poi detto dei dossier pendenti e futuri sul trasporto marittimo; sulla "Sharing Economy" con un quadro giuridico armonizzato, trasparenza, inter-operabilità delle piattaforme, evitare monopoli; sul regolamento Efsi 2.0 (Fondo europeo per gli investimenti strategici) da prorogare sino alla fine del 2020; sugli aiuti, ad aeroporti e porti, compatibili con il mercato interno; sulla revisione dei regolamenti per il trasporto su strada. Da parte sua, il professor Danielis ha illustrato vantaggi e svantaggi dei veicoli elettrici. Rapportandosi agli altri Paesi del mondo, dove questi mezzi rappresentano circa l'1%, si nota il primo posto della Norvegia, con il 22,39% di auto elettriche immatricolate nel 2015, e il secondo posto dell'Olanda con il 9,74%, nonché l'ultimo della Cina con lo 0,84% (seppure sia un trend in crescita), non lontano dall'Austria, penultima con lo 0,90%. L'Italia non compare neppure nella classifica avendo segnato un tasso di immatricolazione appena dello 0,01% nel 2016. Guardando più a casa nostra vediamo che, stando a dati di febbraio 2017, in Friuli Venezia Giulia risultano 45 auto elettriche registrate in tutto.

Danielis ha quindi parlato delle stazioni di ricarica pubbliche presenti in regione (una quarantina) e dei punti critici per la diffusione dei veicoli elettrici nel nostro territorio, dalla pianificazione delle infrastrutture per la ricarica alle politiche di supporto per la loro promozione a livello regionale ma anche comunale, dall'individuazione dei settori più interessanti (taxi, carsharing, distribuzione urbana delle merci) alla pianificazione urbana con, ad esempio, parcheggi con tetto fotovoltaico e sistemi di accumulo, a non ultimo un coordinamento con le altre Regioni.