10 dicembre 2019
Aggiornato 10:00
giornata internazionale diritti umani

Diritti delle donne: lavorare su educazione e formazione

Panariti: "Bisogna superare gli stereotipi che limitano la parità delle donne nel lavoro, nella società, nella vita privata. Sono ancora troppo poche le ragazze che scelgono delle attività tecniche e scientifiche anche a causa di quei luoghi comuni che fanno credere che ci siano degli studi, dei percorsi lavorativi non adatti alle donne"

GRADISCA D' ISONZO - «La Regione Friuli Venezia Giulia investe sull'occupazione femminile e su iniziative per
accrescere una cultura dell'uguaglianza e del rispetto, supporta percorsi volti alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, finanzia i centri antiviolenza e i punti di ascolto per contrastare forme discriminatorie. E' necessario che le donne della nostra regione abbiano contezza di quanto si sta facendo e siano disponibili assieme a noi a continuare questo percorso»
. Lo ha detto l'assessore regionale alle Pari opportunità, Loredana Panariti, intervenendo a Gradisca d'Isonzo, nella sala del Consiglio comunale, al dibattito 'Non solo per donne' dedicato alla Giornata Internazionale della Donna sui diritti umani e sull'importanza di non darli mai per scontati.

«Bisogna lavorare sull'educazione e sulla formazione - ha indicato Panariti - per superare gli stereotipi che limitano la
parità delle donne nel lavoro, nella società, nella vita privata. Sono ancora troppo poche le ragazze, nel nostro Paese, che scelgono delle attività tecniche e scientifiche anche a causa di quei luoghi comuni che  fanno credere che ci siano degli studi, dei percorsi lavorativi non adatti alle donne»
.

«Il cammino delle donne è faticoso ed è sempre legato ai diritti e alla loro affermazione. In  molti casi - ha evidenziato
Panariti - la presenza femminile non appare nella documentazione storica. Basti pensare, ad esempio alla tessitura della seta: nei testi più vecchi le donne non compaiono e sembra che all'interno dei processi di produzione a loro venissero affidati solo lavori con minor qualifica invece le donne ci sono e la ricerca storica ha permesso di scoprirle e di trovarle attive e competenti in diversi settori". E' importante per Panariti indagare in questa direzione «perché ricostruire la memoria mette in evidenza la costante presenza delle donne all'interno del lavoro, delle comunità, nella lotta per la conquista dei diritti».

Sono stati molti i passi compiuti a favore della condizione femminile ma i traguardi raggiunti in Italia, secondo Panariti, non sono sempre di facile attuazione così come sono ancora presenti disparità salariali fra uomini e donne considerando che per quest'ultime è maggiormente faticoso approdare ai livelli più alti della carriera non riuscendo a rompere quell'ormai noto soffitto di cristallo.

Panariti ha affermato la necessità di una riflessione sulla leadership femminile e su come quest'ultima possa contribuire al cambiamento della società.

Dopo l'introduzione dell'assessore al Sociale del comune di Gradisca d'Isonzo, Francesca Colombi, è stato proiettato un video racconto, a cura dell'Associazione solidarietà isontina (Asi) Auser e dell'Unione donne in Italia di Gradisca d'Isonzo, con interviste a persone comuni sulla condizione della donna, sui traguardi raggiunti e sui diritti che ancora restano solo sulla carta.
Sono seguite le relazioni su 'Diritti umani, diritti delle donne' di Ilaria Zamburlini, dottoranda di ricerca all'Università degli Studi di Trieste in cui, attraverso un percorso dal locale al globale, ha raccontato la conquista dei diritti delle donne, e di Letizia Cialli che ha illustrato la diversa condizione femminile in Afghanistan condividendo la propria esperienza di infermiera con Emergency a Kabul.