21 agosto 2019
Aggiornato 13:30
politica

Tondo: «Serracchiani sempre più zarina spietata»

Il presidente del gruppo di Autonomia Responsabile in Consiglio regionale all'attacco: «Il Pd non amministra, vive di ricatti e minacce. Rossi si improvvisa scrittore, Emiliano è un caso da studiare»
Diario di Trieste

TRIESTE -  «Il Partito Democratico vive in un clima da notte dei lunghi coltelli permanente. Da mesi scorrono fiumi di veleno che rischiano di avvelenare i pozzi di tutti gli italiani, non solo della classe dirigente dei democratici. Ci sono figure di primo piano votate dai cittadini per amministrare città e Regioni, che passano il tempo a scambiarsi minacce e ricatti. Chi, come me, ha governato una Regione, sa quanto il compito sia gravoso: sono sinceramente colpito dai siparietti di Debora Serracchiani, Michele Emiliano ed Enrico Rossi che, anziché occuparsi delle loro Regioni, dedicano tanta attenzione alle beghe di partito. Evidentemente, quelle che sono priorità ai miei occhi, per loro sono poco più che un hobby». Così Renzo Tondo, presidente del gruppo di Autonomia Responsabile in Consiglio regionale.

L'attacco
Spiega Tondo: «In una fase molto delicata dal punto di vista sociale ed economico, un presidente dovrebbe essere assorbito dalle incombenze amministrative. Viceversa, Rossi si improvvisa scrittore, e propone libri vagamente nostalgici. Emiliano, dopo una serie di capriole degne di un caso di bipolarismo politico da studiare, sta tentando di radunare le sue truppe per fare guerriglia contro il grande nemico Renzi. Serracchiani, ancora una volta, vince per distacco: dopo una lunga serie di fallimenti, dopo aver perso anche baluardi che sembravano inespugnabili, dopo essere crollata nei consensi, dimostra di essere sempre più arrogante, e fa la voce grossa contro chi ha lasciato il suo partito. Serracchiani dovrebbe pensare di più alle riforme che ha imposto, ipotizzando correzioni condivise con le opposizioni, e uscire dal personaggio di zarina spietata».