26 agosto 2019
Aggiornato 00:00
Intervento dell'Arma

In manette due napoletani: abbindolavano gli anziani

I truffatori agivano in due e, spacciandosi per falsi avvocati, carabinieri, poliziotti, tecnici del gas e altro, convincevano la vittima di un grave e imminente problema
Attività anti truffe dei carabinieri di Trieste
Attività anti truffe dei carabinieri di Trieste Carabinieri

TRIESTE - I carabinieri del Nucleo Investigativo di Trieste hanno arrestato due cittadini italiani, originari della provincia di Napoli, dediti alla commissione di truffe ai danni di persone anziane della città. Una tipologia di reato che negli ultimi due anni ha subito un significativo aumento. I militari dell'Arma da tempo avevano teso una fitta rete di controlli, ricorrendo alle tradizionali tecniche d’indagine fatte di controllo del territorio e servizi di osservazione.

Catturare i due truffatori non è stato facile, perché, spesso, le vittime realizzavano di essere state raggirate solamente dopo molte ore. I punti dove 'aggredire' erano scelti con cura: niente telecamere, vie di fuga vicine, pochi minuti per portare a termine il colpo. Eppure nella giornata di martedì, finalmente, sono stati intercettati e bloccati dopo aver consumato una truffa e averne tentato altre tre: il modus operandi era sempre lo stesso. I truffatori agivano in due e, spacciandosi per falsi avvocati, carabinieri, poliziotti, tecnici del gas e altro, convincevano la vittima di un grave e imminente problema. Le storie inventate andavano dal figlio arrestato per il quale era necessario pagare immediatamente la cauzione per evitare il carcere, al parente coinvolto in un incidente stradale, al tecnico del gas o della luce che doveva immediatamente distaccare le utenze per vecchie bollette non pagate. Tutti stratagemmi che, facendo leva sulla buona fede, inducevano la vittima a pagare seduta stante, con contanti o, addirittura, spogliandosi dei gioielli custoditi in casa.

I carabinieri del Nucleo Investigativo hanno tratto in arresto M.L. e P.M., rispettivamente del 1989 e del 1994, trovandoli in possesso di 1.500 euro in contanti, ottenuti pochi minuti prima dopo l'ennesima truffa.
Gli uomini dell'Arma invitano tutti i cittadini a non sottovalutare anche gli episodi non riusciti o semplicemente sospetti: potrebbe essere una truffa tentata e non riuscita, l’inizio di una serie di tentativi che, prima o poi, coglierà qualcuno impreparato. E, come seconda raccomandazione, quella di non consegnare mai denaro contante o gioielli. Gli arrestati sono stati portati nel carcere del Coroneo, a disposizione della Procura della Repubblica di Trieste.