21 agosto 2019
Aggiornato 13:00
L'accordo

Alleanza Regione, Porto Ts e Area di ricerca per creare 6 mila posti di lavoro in 10 anni

Un progetto concreto, come ha spiegato la presidente Serracchiani, che parte da un team già al lavoro da mesi con l'obiettivo di attrarre importanti investimenti in alta tecnologia da parte dei grandi capitali
La presidente Serracchiani durante la firma dell'accordo
La presidente Serracchiani durante la firma dell'accordo Regione Friuli Venezia Giulia

TRIESTE - «L'accordo pone le fondamenta per conseguire, da qui ai prossimi dieci anni, l'obiettivo di creare seimila posti di lavoro, in un territorio come quello triestino che deve puntare a spazi manifatturieri dedicati all'alta tecnologia grazie all'alleanza, favorita e sostenuta dall'amministrazione regionale, fra l'Authority del porto e l'Area di ricerca». Questo il concetto espresso dalla presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, nel corso della firma del Protocollo di intesa siglato a Trieste nel palazzo della Regione dal presidente l'Autorità portuale di sistema del mare Adriatico orientale, Zeno D'Agostino, e dal presidente di Area Science Park, Sergio Paoletti.
Un progetto concreto, come ha spiegato la presidente Serracchiani, che parte da un team già al lavoro da mesi con l'obiettivo di attrarre importanti investimenti in alta tecnologia da parte dei grandi capitali.

Saranno agevolati  insediamenti industriali ad alta tecnologia
Nel dettaglio l'accordo, che ha una durata di tre anni, prevede che Porto ed Area istituiscano tavoli tecnici, occasioni di dialogo e confronto per individuare linee d'azione capaci di innestare lo sviluppo economico. In questo ambito saranno individuate e sperimentate nuove metodologie per agevolare insediamenti industriali ad alta tecnologia, con particolare attenzione all'innovazione nel settore manifatturiero, della logistica e dell'economia circolare. Il tutto coerente a una visione strategica improntata a forme di produzione non inquinanti e che limitino il consumo di materie prime, minimizzando e riutilizzando gli scarti di produzione.
La presidente ha messo l'accento sulla filiera istituzionale virtuosa alla base di questa importante collaborazione, che
comprende il sostegno della Commissione europea, del Ministero degli Esteri, oltre che della stessa Regione e degli Enti territoriali. Una sinergia, come ha spiegato Serracchiani, sulla quale l'amministrazione regionale ha lavorato con impegno e determinazione, valorizzando la specifica competenza delle realtà scientifiche e sostenendo il dinamismo del Porto, che con i Punti franchi e la futura gestione dell'area ex Ezit va ad assumere un ruolo di primo piano nello sviluppo industriale del territorio.

Le parole di D'Agostini, Paoletti e Casaleggi
Il presidente dell'Authority Zeno D'Agostino ha rimarcato la priorità del Porto di introdurre costantemente processi innovativi, in quanto sul mercato internazionale vengono richieste qualità e competenze superiori rispetto al passato. Proprio per questo motivo la partnership con Area assume un'importanza decisiva per la crescita economica ed occupazionale non solo dello scalo, ma di tutto il territorio regionale. Lo stesso presidente D'Agostino ha poi sottolineato attraverso quale percorso si è raggiunto questo risultato: sfruttando le potenzialità della piattaforma economica e scientifica locale, «tirandosi su le maniche e senza andare a Roma o a Bruxelles a piangere».
Da parte sua Paoletti, dopo aver ribadito che per Area Science Park industria è primariamente sinonimo di innovazione tecnologica e rispetto per l'ambiente, ha evidenziato le opportunità legate all'attività di alta formazione di Area: sia di tipo universitario sia tecnico superiore, entrambe determinanti per preparare quei profili idonei ad essere inseriti in un sistema industriale ad alta qualità tecnologica.
Come ha spiegato anche il direttore generale di Area, Stefano Casaleggi, confermando le ricadute occupazionali generate da questo modello di sviluppo, la parte manifatturiera dell'alta tecnologia crea posti di lavoro qualificati al cui percorso formativo Area mette a disposizione la competenza necessaria per avviare un tipo di produzione contraddistinto dall'innovazione, da lotti più ridotti e ispirato alla sostenibilità ecologica.