25 agosto 2019
Aggiornato 02:30
assunzioni dopo il terremoto del 1976

Revelant, boom di pensionamenti in vista negli enti locali

Dopo il sisma molte persone hanno trovato occupazione nel comparto pubblico e il momento della quiescenza si avvicina. La Regione ha già studiato un piano per le sostituzioni?

TRIESTE - «Boom di assunzioni nel settore pubblico dopo il terremoto del 1976. Tendenzialmente, con 42 anni di contributi un dipendente può andare in pensione. Quanti assunti in quel periodo termineranno il loro percorso
lavorativo il prossimo anno? Come fronteggerà la Regione questa situazione? Considerato il quadro generale, quanti posti verranno riassegnati»
. È quanto ha chiesto Roberto Revelant, consigliere regionale di Autonomia Responsabile, con un'interrogazione a risposta immediata.

Secondo la Giunta, «nel 2017 sono previste 237 cessazioni lavorative nei Comuni, 16 nelle ex Province e 98 in Regione. Nel 2018 ci saranno 250 pensionamenti nei Comuni, 7 nelle ex Province e 115 in Regione».

Numeri che non convincono Revelant, che spiega: «Temo che questi numeri siano molto distanti dalla realtà. Dopo il sisma, molte persone trovarono occupazione nel comparto pubblico, soprattutto nelle Amministrazioni comunali. Il momento della quiescenza si avvicina, la Regione ha già studiato un piano per le sostituzioni? Pongo l'accento su un aspetto non marginale: le esigenze dei cittadini, oggi, sono lontane anni luce da quelle di fine anni '70. Si può pensare a una razionalizzazione dei posti, per ridurre i costi a carico delle comunità? Se le assunzioni servono, si fanno. Ma evitiamo di usare il settore pubblico come ammortizzatore sociale».

Revelant conclude rilevando che «purtroppo, l'odissea delle Uti ha ulteriormente complicato il quadro generale. La Regione ha tolto risorse ai Comuni per indirizzarle alle Uti, che sono scatole vuote e, visto quello che succede, molto precarie. Non si può continuare a improvvisare, serve una programmazione seria. Dobbiamo capire quanti dipendenti vanno in pensione, quante assunzioni servono per garantire i servizi, e fare chiarezza sugli enti locali. Allo stato, i Comuni brancolano nel buio e i servizi per i cittadini sono seriamente messi a rischio. Approfondirò l'argomento, per verificare se i numeri della Giunta sono corretti. Quanto alle Unioni territoriali, è evidente che la riforma debba essere rivista».