22 novembre 2017
Aggiornato 13:30
L'intervento

Immigrati a Muggia: lunedì il Consiglio comunale discute la mozione del M5S

Romano: «La Regione deve dare incentivi ai comuni aderenti allo Sprar e di rivedere le unità terrioriali su cui si basa questo sistema»

Due migranti in Fvg (© Diario di Trieste)

MUGGIA - Lunedì 20 marzo il Consiglio comunale di Muggia discute la mozione sui migranti presentata dal MoVimento 5 Stelle. «Noi consiglieri - spiega Emanuele Romano del M5S - dal 14 novembre 2016, data della delibera che impegnava 'la giunta ad attivare l’adesione allo Sprar, avviare sinergie con gli enti gestori, coinvolgere la cittadinanza sull’evoluzione dei flussi migratori, promuovere momenti volti all’integrazione, e a condividere con i consiglieri le scelte, le azioni e gli interventi', non abbiamo più avuto alcuna comunicazione fino alla commissione del 13 marzo, quando l’assessore Gandini ha condiviso alcune idee della giunta rispondendo punto per punto alla mozione».

Mozione che, dopo aver premesso che la soluzione del problema profughi e migranti è sovracomunale, offre una serie di indicazioni che tengono conto sia della petizione presentata dai residenti sia della volontà della giunta di attuare lo Sprar. «Si chiede di sollecitare la Regione a dare incentivi ai comuni aderenti allo Sprar e di rivedere le unità terrioriali su cui si basa questo sistema - spiega il consigliere comunale del M5S -. L’unità territoriale ora è il Comune, ma potrebbe essere l’Uti, o nel caso di Muggia un ente transfrontaliero, perché se al 2 febbraio, data di deposito della mozione, l’ipotesi dell’arrivo dei profughi a Skofije non era ipotizzabile, oggi è un realtà con la quale dobbiamo confrontarci». La mozione chiede un incremento del personale per il riconoscimento delle pratiche e la revisione del reddito minimo di cittadinanza come misura di sostegno dei residenti. «Sono entrambi solleciti da rivolgere alla Regione - precisa Romano -. Il reddito minimo oggi è una misura per gli indigenti, non per chi ha perso un lavoro e vorrebbe continuare a vivere dignitosamente: è importante che ci sia da un lato l’aiuto per i profughi, dall’altro quello rivolto ai residenti».

Questa proposta prevede l’inserimento di alcuni paletti in merito ai bandi Sprar. «Questa è la parte della mozione che interessa più attivamente gli uffici: controlli sui gestori del servizio, limiti di vicinanza dalle strutture sensibili, possibilità per i residenti di accedere ai progetti formativi e azioni, ad esempio corsi di lingua slovena o di falegnameria. Siamo venuti a sapere in commissione che la giunta vorrebbe uno Sprar per donne e bambini, quindi i servizi sarebbero mirati: ad esempio, il nido. Il senso della mozione è che se apri un nido per i profughi, lo apri anche ai residenti. Se non avessimo presentato la mozione - rimarca Romano - saremmo ancora al buio. Questa giunta non comunica, e noi consiglieri non possiamo fare il nostro lavoro di controllo e di indirizzo politico. È una mancanza di trasparenza politica e dove non c'è trasparenza non può esserci democrazia e partecipazione».