21 agosto 2017
Aggiornato 13:30
Trieste

"I Musei si raccontano": le foto della Grande Guerra al Civico Museo Revoltella

La Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte conserva diversi fondi fotografici in cui la prima guerra mondiale è protagonista. Nella conferenza, la responsabile Claudia Colecchia, parlerà del ricco archivio fotografico del Comitato degli Irredenti di Bologna donato dai fratelli Ugo e Silvio Quarantotto

TRIESTE - «La rossa marea: racconto della prima guerra mondiale attraverso le immagini e i documenti del Comitato degli Irredenti di Bologna». E’ questo il tema dell’appuntamento con l'arte «I musei si raccontano» che si terrà mercoledì 22 marzo alle 17, al Civico Museo Revoltella. La responsabile della Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte (che conserva diversi fondi fotografici in cui la prima guerra mondiale è protagonista) Claudia Colecchia, parlerà del ricco archivio fotografico del Comitato degli Irredenti di Bologna donato dai fratelli Ugo e Silvio Quarantotto.

I protagonisti
Ugo Quarantotto (1880-1951), avvocato triestino, dona una serie di positivi su carta, narrando il prima, il durante e il dopo dell'evento bellico. Il donatore è segretario del Comitato durante la prima guerra mondiale e socio fondatore, nel 1946, del Circolo della Cultura e delle Arti di Trieste. Il dono avviene in più tempi: nel 1922, l'avvocato dona i singoli ritratti che confermano la volontà di mitizzazione dei singoli eroi, tra gli scopi del Comitato degli Irredenti c'è, infatti, la raccolta e la conservazione della memoria dei volontari. Ma solo dopo la morte di Ugo, il fratello Silvio (1884-1975), nel gennaio e nel marzo del 1957, consegna al Comune l'archivio del Comitato degli Irredenti di Bologna, vero e proprio excursus propagandistico teso a esaltare l'italianità di Trieste con le immagini che descrivono i fermenti pro Italia come: le manifestazioni in favore dell'Università italiana del 1901; le celebrazioni per l'anniversario della morte di Verdi del 1913; i positivi che raccontano l'entusiasmo della partenza dei volontari giuliani da Bologna del 1915; gli scatti privati dell'eroe di guerra Guido Zanetti immortalato con la madre crocerossina. Sarà proprio quest'ultimo a descrivere, poco prima di morire, i giovani volontari come l'ondata impetuosa della rossa marea dei giovani figli d'Italia. I positivi donati dalla figlia di Silvio Quarantotto, nel 1976, ci restituiscono, infine, le immagini della guerra sul Carso scattate dall'Ufficio fotografico artistico di Udine e i doppi esemplari di foto già consegnate.