21 agosto 2017
Aggiornato 13:30
Trieste

Il vicesindaco Roberti: «Comunità elvetica encomiabile per ciò che riesce a fare»

L'amministratore ha incontrato nella sede di piazza San Silvestro, il curatore della Chiesa Evangelica Elvetica Stefano Sabini con il Presidente della Chiesa Evangelica Valdese, Dionisio Cignola e il Pastore delle due Chiese, Ruggero Marchetti

TRIESTE - «La comunità elvetica, presente a Trieste dal Settecento oltre a essere ben inserita nel tessuto sociale della nostra città, ha dato nel tempo un contributo importante a livello culturale, economico e nell'ambito della beneficenza: ne è esempio l'Istituto regionale Rittmeyer per i ciechi nato nel 1913 per volontà testamentaria della baronessa de Rittmeyer». Il vicesindaco Pierpaolo Roberti ha incontrato nella sede di piazza San Silvestro, il curatore della Chiesa Evangelica Elvetica Stefano Sabini con il Presidente della Chiesa Evangelica Valdese, Dionisio Cignola e il Pastore delle due Chiese, Ruggero Marchetti.

Storia dell'edificio
L'antica basilica di Cristo Salvatore, detta comunemente San Silvestro, sconsacrata e messa all'asta nel 1785, fu acquistata dalla comunità elvetica; nel 1927 le attività ecclesiastiche delle due Chiese si sono unite, un'unione che dura tuttora. Tuttora la comunità, assieme a quella valdese, è impegnata nell'attività benefica che si accentra in particolar modo sui buoni alimentari per i più bisognosi. «La comunità elvetica, che conta una trentina di membri - prosegue Roberti - è encomiabile per ciò che riesce a fare attraverso le sue attività». La Chiesa evangelica valdese è presente a Trieste dalla fine della Prima Guerra Mondiale e nel giorno di Natale del 1918 si tenne il primo culto nella basilica di San Silvestro, messa a disposizione dalla comunità evangelica elvetica. La comunità valdese conta oggi circa 80 membri iscritti e, a differenza di quella elvetica che è ente pubblico riconosciuto dal Presidente della Repubblica, gode di propria autonomia e ne risponde alla Tavola Valdese che provvede alle sue Chiese sul territorio italiano. «Bello il connubio tra la comunità elvetica e quella valdese - conclude il vicesindaco – reso possibile grazie a un legame storico vissuto nella nostra città, al culto della Chiesa riformata protestante, ma anche alla volontà di entrambe di proseguire in questo percorso».