12 novembre 2019
Aggiornato 12:30
23 anni dopo

Alpi-Hrovatin, bisogna mantenere vivo il ricordo dei giornalisti caduti

Serracchiani: "l'impegno e la professionalità di Miran e Ilaria non devono essere dimenticati, così come non bisogna dimenticare che degli assassini sconosciuti ne hanno stroncato le vite"

TRIESTE - «Sono passati 23 anni ma l'impegno e la professionalità di Miran e Ilaria non devono essere dimenticati,
così come non bisogna dimenticare che degli assassini sconosciuti ne hanno stroncato le vite»
. Lo ha affermato Debora Serracchiani, presidente della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, in occasione dell'anniversario dell'omicidio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, avvenuto a Mogadiscio il 20 marzo 1994.

«Le parole dolenti e rassegnate della mamma di Ilaria suonano come la più dura delle accuse contro chi ha taciuto, occultato e depistato. L'amarezza di Luciana Alpi - ha sottolineato la presidente - è sale cosparso su una delle ferite aperte del nostro Paese, che solo con la verità potrebbero trovare un poco di paceRivolgiamo un pensiero memore al sacrificio del triestino Miran Hrovatin, che ha compiuto il suo destino lasciando l'eredità del suo esempio umano e professionale a una famiglia che ha saputo vivere con discrezione il suo dolore».

«Alla memoria degli uomini e delle istituzioni si unisce l'opera meritoria dell'Associazione Ilaria Alpi e della Fondazione
Luchetta Ota D'Angelo Hrovatin, nate da quella tragedia, che tengono vivo con le loro opere il ricordo dei giornalisti
caduti»
, ha concluso la presidente Serracchiani.