26 agosto 2019
Aggiornato 12:00
Cultura

Grim: «Il Comune investa di più sulle biblioteche diffuse»

La consigliera comunale del Pd a Trieste ha presentato una mozione: «E’ indispensabile ampliare nei luoghi di attesa pubblici e sui mezzi pubblici la presenza delle biblioteche diffuse e di modalità che facilitino l’accesso alla lettura»
Diario di Trieste

TRIESTE - «E’ necessario che il Comune investa di più sullo strumento delle biblioteche diffuse, per non disperdere un’esperienza straordinaria che rappresenta un vanto per la nostra città. E’ una modalità di diffusione dei punti lettura che va costruita in collaborazione con i nostri concittadini, le associazioni e i comitati di genitori e di volontariato, per dare ulteriore impulso al principio di sussidiarietà e di presa in carico collettiva del bene comune». Lo afferma Antonella Grim, consigliere comunale del Pd a Trieste, che ha presentato una mozione, sottoscritta dal gruppo consiliare, con cui chiede alla Giunta Dipiazza di aumentare gli investimenti in questo settore. «E' essenziale che l’Amministrazione continui a sostenere le realtà già esistenti di biblioteche diffuse in collaborazione con le scuole statali, le associazioni e i comitati di genitori, rafforzando la rete tra le stesse. E’ poi indispensabile ampliare, ad esempio nei luoghi di attesa pubblici e sui mezzi pubblici, la presenza delle biblioteche diffuse e di modalità che facilitino l’accesso alla lettura. Va poi incrementato l’utilizzo delle tecnologie per la diffusione e l’accesso alla lettura e coordinata al meglio la rete di associazioni e comitati di genitori per ampliare tali strumenti in altri luoghi della nostra città, prendendo spunto dalle buone pratiche di altri comuni, quali Milano e Roma».

I dati
Dalla terza indagine nazionale realizzata dal Centro per il libro e la lettura, dall’Aib e dall’Anci su «Le biblioteche di pubblica lettura degli enti territoriali» è emerso che nelle biblioteche gli spazi dedicati ai ragazzi e ragazze sono pari al 85 per cento, che le attività dedicate alle scuole arrivano a essere il 79 per cento tra quelle proposte e che l’utenza tra i 10 e i 34 anni è  pari al 33 per cento del totale. «A fronte di questi dati, in virtù dello straordinario valore educativo della lettura per le giovani generazioni, e considerato che sul nostro territorio si è sviluppata l’attività di associazioni che hanno dato vita a percorsi quali il «Nati per leggere», credo sia indispensabile continuare a credere e investire di più in questi percorsi».